Punti di Vista

Mai più lock down

Quale tipo di «lock down»?

Già sono fastidiose le parole inglesi usate al posto della nostra bella lingua italiana e doverle adottare è proprio uno sforzo mentale, quando per esprimere un concetto dobbiamo fare una perifrasi di più parole mentre in inglese un solo termine è inclusivo di tutte le chiavi di specificazione.

Quando sentiamo che il Governo usa «lock down» per indicare “chiusura totale” e andiamo a consultare il dizionario bilingue al verbo e alla parola «lock», leggiamo anche “blocco, serratura, serrare, chiudere a chiave, e i sinonimi “isolamento, confinamento, emergenza, coprifuoco, quarantena”. Questi valori concettuali li abbiamo già visti tradotti in realtà dei fatti tutti assieme, fin dai primi DPCM.

Ora ci domandiamo se siano coscienti delle sfumature mentre ci dicono “Mai più lock down”, ma quale? Solo quello del blocco totale di ogni attività umana e della chiusura degli uffici e degli esercizi commerciali? Forse che la nuova situazione prospettataci non è di isolamento, confinamento, emergenza, coprifuoco, quarantena?

Situazione che manderà definitivamente a gambe all’aria tutti quei settori, già tanto penalizzati, che appena appena avevano cominciato a sperare, a respirare, a rifarsi in parte delle perdite subite anche se privi di alcun assegno d’assistenza e cassa integrazione, a fronte degli affitti da pagare, delle bollette, delle tasse. Per contro ammontano a migliaia di euro le multe per le trasgressioni.

Già da marzo sessantacinquemila matrimoni sono stati annullati, altrettanti viaggi di nozze sospesi, oltre 500mila ricevimenti di varia natura cancellati, mandando in crisi un indotto largo a quasi un milione di persone e di famiglie; ed oggi il limite di 30 persone alle feste ha fatto nuovamente ripiombare nel baratro ristoratori, albergatori, pasticcieri, operatori di catering ed agenzie di viaggio, tanto per citare un esempio delle conseguenze sulla nostra economia nazionale, solo nel settore del “superfluo” come è stato definito da qualche cinico governativo.

E che dire del mondo dello spettacolo? Tutti quelli che ruotano attorno agli artisti, cantanti, musicisti, attori di teatro? Discoteche chiuse e dj a spasso. Tutte partite IVA rimaste senza lavoro e senza intascare un centesimo. L’aiuto dello Stato dove sta?

Nello stesso tempo, dobbiamo ricordare l’allarme degli psicologi e degli psichiatri sui milioni di Italiani fragili, adulti e bambini, che hanno risentito di questo isolamento senza che i medici potessero intervenire, con famiglie disperate lasciate sole. La salute della psiche è forse meno importante della salute del corpo?

E la salute dell’anima, dove la mettiamo? Chiuse per lungo tempo le Chiese, interdette le funzioni religiose, persino i funerali, la degna sepoltura dei defunti, i Battesimi, le Cresime, che per i credenti rappresentano segni sacri di comunione con il Divino, bloccati i tradizionali riti della Pasqua, pure quelli del Natale saranno strappati, con il corollario dei mercatini natalizi e di tutte le feste e le Fiere patronali.

Insomma, con questo nuovo lock down sotto mentite spoglie, i tutori della sicurezza sanitaria avranno sulla coscienza tutte le uscite di testa che abbiamo avuto e rischiamo di avere ancora.

Maura Sacher


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