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Madre e figlia uccise con la ricina, caccia al veleno: analisi anche su abiti e mobili in casa

(Adnkronos) – Gli specialisti del Robert Koch Institute di Berlino sono già in Molise. Sono arrivati nelle scorse ore a Campobasso Christian Herzog, tra i massimi esperti mondiali nel campo dei veleni, e la dottoressa Silvia Worbs. Con loro anche gli agenti della polizia scientifica tedesca Bka che, insieme ai colleghi italiani della squadra mobile e della scientifica, saranno presenti giovedì mattina a Pietracatella per il decisivo sopralluogo nell’abitazione di via Risorgimento, dove vivevano Antonella di Ielsi e Sara Di Vita.  

 

Gli esperti lavoreranno per cercare le tracce di ricina, il potente veleno che ha portato al decesso delle due donne. Il sopralluogo nell’abitazione, posta sotto sequestro dal 28 dicembre scorso, inizierà intorno alle nove e potrà essere seguito dalle parti da remoto, mediante attrezzature e mezzi tecnici che saranno messi a disposizione dalla procura di Larino. Gli esperti, durante il sopralluogo, indosseranno materiali idonei alla protezione individuale da eventuale contaminazione ambientale. Tutte le operazioni verranno filmate.  

 

La procura di Larino indaga per duplice omicidio aggravato dalla premeditazione e dall’uso del mezzo venefico, cioè del veleno. Al momento non ci sono nomi scritti sul registro degli indagati e si procede contro ignoti. L’obiettivo che la procuratrice Elvira Antonelli ha indicato agli esperti tedeschi e italiani è quello di cercare eventuali tracce residue di ricina su mobili, suppellettili, pavimenti, indumenti, superfici e arredi, per riuscire a dare un nome e un volto a chi ha ucciso Antonella e Sara. 

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cronaca

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