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L’olio extravergine italiano tiene nonostante i colpi bassi della UE

Un antico detto dalle mie parti, Bologna e dintorni, recitava tradotto in italiano: vuoi anche una bottiglia d'olio?

Un antico detto dalle mie parti, Bologna e dintorni, recitava tradotto in italiano: vuoi anche una bottiglia d’olio?

Per indicare quanto fosse e sia prezioso questo alimento.

Lo scrittore romano Giunio Moderato Columella grande esperto di  cucina scrisse nel suo trattato “De Rustica” del primo secolo d.c ” Olea prima amnium arborum est” ovverossia l’ulivo è il più importante fra tutti gli alberi.

L’olio extravergine  italiano è il migliore del mondo, non c’è n’è veramente per nessuno. Negli ultimi decenni il nostro olio ha subito l’attacco degli altri oli provenienti dal bacino del Mediterraneo e ha visto la UE infliggere numerosi colpi bassi alla sua fama e produzione.

La Xilella ha terrorizzato i produttori, non bastava la famigerata mosca olearia, e devastato alcuni dei territori più importanti per la coltivazione e la produzione.

Ha colpito la Puglia prevalentemente che è uno dei punti di forza della produzione olivicola nazionale senza nulla togliere alle altre regioni.

La situazione è preoccupante e milioni di ulivi anche plurisecolari sono stati letteralmente bruciati dal batterio originario del sud est asiatico.

Il batterio purtroppo è arrivato in Puglia con una pianta già infetta importata da un grande vivaio ubicato nei pressi di Gallipoli.

La Xilella Fastidiosa non attacca i frutti cioè le olive bensì la pianta facendola disseccare e morire.

I metodi di contrasto adottati vanno dal circoscrivere le aree colpite eradicando le piante vicine a quelle infettate all’impiego del freddo e della anidride carbonica sui tronchi che sembrano dare buoni risultati.

Oltre l’Italia hanno subito gravi danni la Spagna nostro principale concorrente, la Grecia, il Portogallo e la Germania dove gli ulivi sono coltivati in serra.

In Italia vi sono circa 25.400 fra piccoli frantoi e grandi impianti per un totale prodotto nel 2019 di 170.919 tonnellate di olio.

Due terzi degli stoccaggi sono di Olio Extravergine di Oliva o EVO dei quali la metà di origine italiana e l’altra metà di origine UE e del bacino del Mediterraneo.

Assai marginali gli stoccaggi di olio extra UE, 2732 tonnellate e solo 3634 tonnellate di oli ricavati da blend.

La metà della giacenza è presente nelle regioni del Sud, Puglia e Calabria in primis. Puglia, Toscana, Umbria e Calabria hanno in giacenza circa il 70 % della intera produzione e in sole 11 province si concentrano i 2/3 dell’olio detenuto in Italia.

Bari detiene il primato seguita da Perugia, Lucca, Firenze, Imperia e Siena.

Notevole la produzione nella provincia di Barletta Andria Trani. Da segnalare le pregevoli produzioni della zona del Lago di Garda, dei Colli Bolognesi e delle Colline di Brisighella in Romagna e in Sicilia nel territorio di Marsala, Trapani, Mazara del Vallo, Valle del Belice.

Ci sono 46 Denominazioni d’Origine DOP IGP per l’olio in Italia e 17631 tonnellate di olio extravergine e vergine da agricoltura biologica che costituiscono il 16 % dell’olio detenuto complessivamente nel nostro paese.


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Umberto Faedi

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