Le misure di Agosto del governo per la ristorazione

Le misure di Agosto del governo per la ristorazione

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Contributi e incentivi ma non cieca autarchia. Il settore della ristorazione in Italia è molto importante e contribuisce con oltre il 6 % al PIL.

Quest’anno la perdita stimata è di 8/10 miliardi di euro e un conseguente calo di occupati.

Soprattutto saranno i lavoratori stagionali a subire le maggiori conseguenze.

Coloro che aspettano il periodo estivo e quello invernale per far quadrare i conti o avere un reddito seppur basso non potranno contarci nel 2020.

Contributi e incentivi ma non cieca autarchia. Non per un male interpretato spirito nazionalistico. Per una sola ragione: sono i migliori del mondo.

Sono oltre 276.000 le imprese del settore e 1.200.000 le persone che le mandano avanti.

Il 50% dei ristoratori è soddisfatto per la ripresa del lavoro, ovviamente sono favorite le imprese a conduzione familiare.

Uno finanziamento è destinato ai locali che hanno subito una perdita del fatturato del 25 % nel periodo da Marzo a Giugno rispetto al 2019.

2500 euro sono erogati alle imprese che acquistano alimenti e vini italiani.

Viene posticipato a Dicembre il pagamento di TOSAP e COSAP e confermata la decontribuzione per 6 mesi per nuove assunzioni e trasformazioni dei contratti.

È previsto uno sgravio fiscale della durata di 3 mesi per i lavoratori stagionali.

Le città e borghi hanno pedonalizzato strade, piazze e spazi per consentire ai locali di aumentare il numero dei tavoli per clienti.

Questo favorisce l’occupazione e il consumo di prodotti del territorio e contribuisce a diminuire l’inquinamento.

Il danno che subiscono ogni anno i nostri unici alimenti a causa dei contraffattori grandi e piccoli è stimato in circa 60 miliardi di euro.

In molte nazioni sono state vinte cause a tutela dei nostri unici prodotti contro pirati alimentari grandi e piccoli.

Fino a pochi lustri orsono i nostri governi non prestavano molta attenzione al malversato costume della contraffazione dei prodotti italiani.

Erano i consorzi come quelli del Parmigiano Reggiano che a proprie spese sostenevano lunghe e costose cause in difesa e tutela dei loro ineguagliabili prodotti. Molte cause sono in corso in Australia, Argentina, Cile, Nuova Zelanda,  Paraguay, Thailanda, Uruguay e molte sono state vinte recentemente.

Non si deve però sprofondare in una cieca autarchia.

L’Italia subì nel Novembre 1935 le sanzioni da parte della Società delle Nazioni a causa della scellerata invasione dell’Etiopia.

Il triste regime dittatoriale di allora voleva conquistare un impero che si rivelò sanguinario, rovinoso finanziariamente e di cartapesta.

Le sanzioni economiche portarono ad una politica di strenua autarchia con l’invito/obbligo ad acquistare e consumare solo prodotti italiani.

Oggi nel 2020 più che mai ha sicuramente senso per le imprese di ristorazione e i consumatori acquistare i nostri prodotti alimentari e vinicoli.

Non per un male interpretato spirito nazionalistico che negli altri paesi è fortemente radicato.

Per una sola ragione: sono i migliori del mondo.

Umberto Faedi 

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Umberto Faedi

Vicedirettore

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