Stile e Società

Le Fattorie Didattiche: incontro di due mondi

Dall’ultimo censimento realizzato da Alimos nell’anno 2010, risulta che in Italia sono attive oggi circa 1.936 Fattorie Didattiche accreditate, diffuse soprattutto in Emilia-Romagna, Lombardia, Veneto, Piemonte, Campania e Puglia.

Si tratta di aziende agricole e agrituristiche che, con un iter disciplinato a livello regionale e in rispetto di uno standard di qualità, accurato sotto molteplici aspetti, possono trasformarsi in un’aula scolastica, Masseria Didattica Pugliaaccogliere classi di studenti e percorrere, con loro e gli insegnanti che li accompagnano, un itinerario in mezzo alla realtà rurale.
Tra i requisiti è contemplato che queste aziende debbano seguire, nella loro attività di coltivazione e allevamento, un metodo di produzione ecocompatibile (agricoltura biologica o integrata).

Le fattorie didattiche rappresentano il luogo ideale in cui i bambini di città possono osservare di persona le caratteristiche e la natura del lavoro agricolo.

Alcune fattorie didattiche riservano l’ingresso esclusivamente alle scolaresche, in determinati periodi dell’anno, altre concordano visite anche con gruppi di adulti, ed inoltre, quelle che sono qualificate come agriturismi, offrono servizi di pernottamento e ristorazione. Ristorazione che, necessariamente, utilizza i prodotti della fattoria.

Il modello di questo progetto ha radici nei paesi scandinavi all’inizio del ventesimo secolo, assunto dalla Germania dopo la seconda guerra mondiale e propagatosi nel tempo per raggiungere l’Italia poco prima degli anni Settanta, dove fu accolto da un gruppo di agronomi e agrotecnici di Cesena. Il modello romagnolo, e la sua “Carta di Qualità”, riconosciuto dalla Regione, ha fatto scuola.

Le Fattorie Didattiche, FATTORIE DIDATTICHEoltre alla valenza educativa, creando contatti fra mondo urbano e rurale, contribuendo a sostenere la tutela ambientale ed a diffondere una nuova cultura alimentare, sostanzialmente offrono la possibilità di riqualificare le attività agricole come fonte di reddito complementare e strumento di marketing.

Maura Sacher


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