Stile e Società

Le donne del settore distillatorio vogliono contare di più

Le donne di AssoDistil, l’Associazione Nazionale Industriali Distillatori di Alcoli e Acquaviti, vogliono sollevare l’attenzione sul ruolo che ricoprono nel mondo della distillazione.

In una nota esprimono la volontà di contribuire alla crescita di un settore che considerano “tradizionalmente” maschile.
Le distillerie firmatarie sono: Distilleria Bonollo, Vieux Moluin, Nannoni Grappa, Caviro Extra, Castagner, Mazzetti D’Altavilla, Domenis1898, Distilleria D’Auria, Maschio Bonaventura, Bepi Tosolini, Italcoral, De Luca, Roner, Gruppo Bertolino, IMA.

Scrivono: «Insieme ai colleghi di AssoDistil vogliamo contribuire all’impegno di promuovere all’interno dell’associazione la formazione e la valorizzazione del ruolo della donna tanto a livello imprenditoriale e produttivo che distributivo e di comunicazione».

«Il settore distillatorio – si legge nella nota delle donne della grappa – oltre acquaviti e grappe produce olii, mangimi, acidi organici – come l’acido tartarico di cui l’Italia è leader mondiale – bioetanolo, fertilizzanti. Tutti i residui del processo di distillazione sono usati per produrre energia verde (biogas). In questo universo eterogeneo le donne si sono fatte spazio, passo dopo passo, grazie alla loro capacità di adattarsi ai cambiamenti sociali e di costume e di affrontare i problemi in modalità multitasking. Questi mutamenti hanno favorito il superamento di un gap di genere che ancora, comunque, esiste».
E ribadiscono: «Non si tratta di ‘quote rosa’, ma di risorse. Le donne per le distillerie sono una risorsa e un potenziale di sviluppo per il futuro».

Oggi possiamo dire, numeri alla mano, che la presenza ed il ruolo delle donne di questa antica arte sono in crescita. Un trend che le donne vogliono continuare a incentivare perché credono che una forte presenza femminile sia determinante.
Quasi un terzo delle risorse umane impiegate nelle imprese associate sono donne. Ci sono manager, distillatrici, operaie, anche mamme, prevalentemente mansioni amministrative. In alcune imprese le donne ricoprono ruoli dirigenziali, cariche in consiglio di amministrazione e costituiscono il futuro di molte imprese a forte vocazione familiare.

Nel primo Rapporto di sostenibilità presentato da AssoDistil un intero capitolo è stato dedicato alle pari opportunità, a sottolineare quanto il tema della differenza di genere sia fondamentale anche per gli uomini del settore.

Sì certo, farsi considerare come persone valide, pur essendo donne, in molti ambienti è piuttosto difficile specie se si è eredi di un’azienda, insomma, se si è giovani donne che, dopo magari una laurea ‘qualsiasi’ si decida di seguire le orme di un cotanto padre e/o nonno nel campo che sia agricolo, vitivinicolo, o che abbia a che fare con settori che la Storia attribuisce alla competenza del maschio.
Il fatto che per arrivare a pari livello con gli uomini sia necessario essere molto più brave di loro purtroppo è purtroppo ancora un’opinione che fatica ad essere rimossa nella mentalità femminile. Sono convinta che i colleghi maschi, di qualunque professione, ormai abbiano capito ed accettato che con certe donne non possono competere!

Pertanto, non sono d’accordo che le donne si “appellino”, si facciano promotrici di una richiesta a farsi ascoltare nel mondo degli “spiriti”. Avrebbero dovuto essere questi uomini a riconoscere l’apporto femminile senza che queste donne si sentano una categoria a parte (da integrarsi), bensì parte della loro categoria (e senza classificazione di quote rosa o sbandieramenti di pari opportunità).

Maura Sacher


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