L’Austria mette al bando il Glifosato / Glyfosate

L’Austria mette al bando il Glifosato / Glyfosate

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Il glifosato/glyfosato/glyfosate/glyphosate, l’erbicida più diffuso al mondo, da alcuni anni divide la comunità scientifica sul rischio di cancerogenicità, e oggi l’Austria ha preso una netta posizione vietandone l’uso in tutti i prodotti che lo contengono.

Fior fior di scienziati di decine di Istituti di studio e ricerca, nazionali, privati, sovranazionali, sono stati incaricati di studiare gli effetti sull’uomo, sugli animali, sull’ambiente (incluse le falde acquifere), alla fine due schieramenti sono prevalsi: la valutazione dell’EFSA, che valuta il prodotto come “improbabile cancerogeno”, e quella dello IARC, che lo valuta come “probabile cancerogeno”.
La questione è arrivata sul tavolo della commissione UE per la salute e la sicurezza alimentare, anche perché c’era in gioco il rinnovo dell’autorizzazione all’utilizzo in Europa del glifosato, prodotto dalla Monsanto. Alla fine, l’Unione europea ha autorizzato l’uso di pesticidi contenenti glifosato fino al 2022, lasciando aperto un tavolo d’ascolto alle posizioni ufficiali di tutti gli Stati membri.

Il 2 luglio u.s. la Camera dei Deputati austriaca (notizia ANSA) ha votato a favore del divieto totale del discusso diserbante usato in agricoltura, il glifosato. In una seduta prima della pausa estiva, la Camera ha approvato la proposta del Spoe, il partito socialista austriaco, con il sostegno dei voti del Fpoe, il partito di destra guidato da Norbert Hofer. Dopo il voto ora la palla torna alla Commissione europea che ha tre mesi per approvare o respingere la decisione.

Tuttavia, dopo che fonti giornalistiche austriache (una per tutte: https://www.spiegel.de/wissenschaft/natur/glyphosat-oesterreich-beschliesst-verbot-a-1275461.html) hanno dato rilievo alla decisione della messa al bando totale sul suolo austriaco, non è ancora chiaro se questo divieto possa conciliarsi con le Direttive UE, che per il “principio di precauzione” hanno dato indicazioni agli Stati membri di applicare divieti all’uso di erbicidi con glifosato/glyfosate/glyphosate ai parchi pubblici, ai giardini, ai cimiteri, alle strutture sportive e ricreative, alle piscine, ai parchi giochi per bambini.
Anche il Ministero dell’Ambiente di Vienna ritiene che un divieto totale sarebbe contrario alla legge europea.

Intanto, l’azienda dei trasporti pubblici di Vienna non fa più uso di glifosato per eliminare l’erba spontanea tra i binari dei tram e dei treni metropolitani, l’erba sarà eliminata a mano come ai vecchi tempi. La lotta alle erbacce nei parchi e nelle superfici verdi verrà effettuata con metodi “ecosostenibili ed esclusivamente con mezzi meccanici” (fonte: http://diblas-udine.blogautore.repubblica.it/2019/06/26/vienna-elimina-il-glifosato-le-erbacce-saranno-strappate-a-mano/).

In Italia è già in vigore dal 2017 il divieto di uso del glifosato in “aree vulnerabili” come parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili e aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie. Ne è vietato anche l’uso in campagna in pre-raccolta.
Per dovere di cronaca ricordiamo che già nel 2017 il Consorzio Prosecco Doc ha bandito in via definitiva i fitofarmaci glyfosate da tutti i terreni degli associati. Anche i prodotti ortofrutticoli a marchio Coop, un totale di 15 colture, da maggio di quest’anno sono garantiti privi di pesticidi.

Le autorità di tutto il mondo hanno valutato ed accertato i rischi del glifosato.
Vietare tutti i pesticidi a rischio cancerogeno per la popolazione è un dovere delle istituzioni.

Maura Sacher

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