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La vera Piadina è solo Romagnola tutto il resto è altro

Il grande poeta e scrittore Giovanni Pascoli diceva che la piadina è in realtà la luna.

Questo alimento povero che sostituiva il pane è diventato un carattere identitario di un territorio ricco di eccellenze di ogni genere. Quelle culinarie enogastronomiche alle attrattive paesaggistiche, storiche, culturali e non un ultima la vocazione alla ospitalità turistica.

Sono certificate due versioni: la Piada Romagnola e quella Riminese che si differenziano non per l’impasto ma per diametro e lo spessore.

Il Consorzio ha ottenuto la tutela della Piadina IGP per tutti i paesi aderenti alla Comunità Europea.

Nel mondo ci sono 94 marchi millantati come piadina ma dal 2014 grazie all’azione legale del Consorzio non possono più definirla romagnola.

Anche nella Svizzera, fuori Comunità Europea, qualche furbetto contraffattore sta tentando di proporre prodotti che nulla hanno a che fare con il tipico Romagnolo.

In Germania e Francia circolano sedicenti piadine e sono concentrati il maggior numero di falsificatori.

Canada, Germania ed Usa sono altre nazioni nelle quali i falsificatori sono numerosi e da decenni ormai molti prestigiosi prodotti alimentari italiani sono imitati goffamente.

I mercati principali ai quali si rivolge la campagna di promozione avviata dal Consorzio di Promozione e Tutela per il biennio 2019/2021.  Finanziata dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna sono Francia e Germania. Mentre c’è preoccupazione per la conclusione della Brexit dato che il mercato anglosassone è in espansione.

2000 tonnellate complessive prodotte nel 2018 il 50% è certificata IGP Consorzio della Piadina, uno dei 44 alimenti IGP di eccellenza dell’Emilia Romagna.

La produzione IGP è triplicata negli ultimi  cinque anni e 13 sono i soci aderenti al Consorzio costituitosi nel 2011. La piadina al contrario del pane non si abbina ad altri piatti ma debitamente farcita diventa piatto unico.

La tradizione romagnola la vede in connubio con lo Squaquerone di Romagna DOP e con la rucola, con prosciutto e salame. Mentre nel Riminese con i sardoncini o saraghini, radicchio e cipolla.

I consumatori più estrosi la farciscono con Asparagi magari DOP di Altedo, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia e Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone DOP e pure con la cioccolata.

Caratteristica assai interessante per il mercato risiede nel fatto che la Piada o Pie’ come viene appellata nella Romagna solatia di Giovanni Pascoli può essere impastata non solo con lo strutto tipico di derivazione animale ma pure con l’olio extravergine d’oliva che non manca in Romagna, quale quello assai pregiato di Brisighella e delle Colline di Rimini, e quindi perfettamente compatibile con la cucina vegana.
Umberto Faedi


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