La memoria dello “Zingaro”

La memoria dello “Zingaro”

Print Friendly, PDF & Email

Ci sono luoghi del gusto che non son per tutti. Spesso sono “attimi” intensi che rimarranno scolpiti nella mente dei commensali per sempre.  Il cibo per l’uomo non è solo fonte di sostentamento ma un legame forte con le sue emozioni. Per questo alcuni sapori entrano a far parte della nostra sfera emotiva che ne esalta ogni virtù. Il luogo del gusto di cui parlerò è quindi sì esistente ma fermo in quel “momento magico” che ha abbracciato il nostro gruppo di redazione in una soleggiata mattinata di fine maggio.

Avevamo camminato sotto il caldo sole siciliano alla scoperta della Riserva Naturale dello Zingaro, 7 chilometri di costa difesa e amata, che unisce Castellammare del Golfo e San Vito lo Capo.
Per la storia eroica che ha visto la costituzione di questa prima Riserva della Sicilia vi rimando al bell’articolo di Piera Genta su questo giornale. Io voglio raccontarvi del nostro “luogo del gusto” ringraziando le persone che lo hanno “creato” per noi.
La tavola spartana apparecchiata per contenere il gruppo occupava tutto lo spazio disponibile, stretta tra i due letti a castello, un bel manufatto d’olivo che fingeva da appendiabiti e l’angolo cucina dove  si trovano le leccornie a noi destinate.
Al centro della tavola i piatti con i pomodori secchi sott’olio che ad ogni morso raccontavano storie di Sicilia, rossi come i pennacchi di alcuni pupi siciliani, sodi e ricchi di sapore; accanto, il tonno, scuro, salato, con un gusto intenso e antico. Poi il formaggio pastoso, che riposa il palato e prepara alle nuove portate.pomodori secchi - Copia

Siamo più di dieci e conversiamo tutti come se ci conoscessimo da sempre, merito dell’atmosfera, di un generoso Grillo e di questa cucina semplice che potrebbe fare invidia a rinomate trattorie.  Lo stufato di agnellone con patate troneggia in due rustiche terrine bianche e verdi ed emana un profumo intenso; ma prima c’è il primo piatto condito con quello stesso sugo, ruvido, forte, gustoso.

20160528_130052La tavolata è animata, il  vino aiuta la conversazione anche se non ce ne sarebbe stato bisogno. Ascoltiamo storie sulla riserva, da chi la vive ogni giorno e ogni giorno le rinnova il suo amore come Giuseppe impareggiabile la nostra guida per i sentieri dello Zingaro.
La responsabile della Riserva Naturale dello Zingaro,  si scusa in continuazione per aver avuto poco tempo per accoglierci, Rosa La  Barbera è una donna che sa accogliere pur nella semplicità e, non si accorge forse che ci sta regalando un attimo indimenticabile, di aver creato per noi un “luogo del gusto” della memoria, uno di quelli che non chiuderanno mai per “cambio gestione”.

Il luogo del gusto di redazione? La Riserva dello Zingaro,  che grazie al nostro direttore Piero Rotolo e al Premio mediterraneo Packaging abbiamo potuto vivere così intensamente.

Roberta Capanni

About The Author

Sonia Biasin

Wine Writer, Diplomata sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

Related posts