Punti di Vista

La compagnia cantante

No, non hanno capito niente.
Non ne hanno azzeccata una, fin dall’inizio!
È troppo lungo l’elenco dei flop e dei fallimenti delle strategie, degli sperperi e delle menzogne!

Tutti dilettanti di organizzazione, pianificazione, progettazione, qualità richieste ad un qualsiasi dirigente di ufficio o ufficietto.

Quella combriccola che ha preteso di essere la salvatrice della nostra salute non è stata in grado di produrre un programma né sanitario né economico per mettere fuori pericolo il Paese e farlo ripartire.
Solo capaci di chiudere, chiudere, chiudere, perché ignorano cosa sia una programmazione.

Con quegli eccessivi dpcm dello scorso anno per l’autoritario confinamento in casa e le chiusure, l’Italia ha avuto ugualmente più morti di altri Paesi.
I numeri dei decessi sono utili per tenere in mano le briglie e domare la mandria. Mandria o gregge è lo stesso.

Hanno solo bloccato l’economia, senza indennizzare alcuno per la mancata attività, come hanno fatto gli altri Paesi.
Hanno fatto spendere fior fiore di quattrini ai gestori per adeguare i locali con i più rigorosi sistemi di igiene e mai si sono fidati di loro. Non hanno mai ascoltato la voce del popolo che intanto si stava affamando.
Ci sono volute centinaia di manifestazioni in piazza, raduni oceanici di tutte le categorie, e il sussurro di una verosimile, esasperata, rivolta sociale forse sarà arrivato in qualche Palazzo.

In questi giorni qualcosa si muove ma solo perché al Governo c’è qualche nuovo Ministro più competente e anche perché in quel Cts è stata fatta un po’ di pulizia.

E intanto, giustamente e finalmente, le Procure indagano, aprono fascicoli.
Arriverà la resa dei conti per tutta la compagnia cantante che fino ad oggi ha gestito l’emergenza con tanta arroganza, poche idee e molto confuse.

Speranza è solo il nome suo, gli Italiani non usano più neanche la parola.
Non esiste più nel vocabolario.
A lui non gliene importa niente, e a noi della sua faccia ancora meno.

Ma l’imperizia si paga, cari signori!

Maura Sacher


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