La cattiveria di quattro piccoli stati intralcia il benessere di tutta l’Europa

La cattiveria di quattro piccoli stati intralcia il benessere di tutta l’Europa

Print Friendly, PDF & Email

Olanda, Danimarca, Svezia e Austria si oppongono a un prestito europeo erogato dalla BCE – Banca Centrale Europea.

Sono contrarie sull’ammontare del prestito e la percentuale da dispensare a fondo perduto.

Dopo la svolta della Germania sono rimaste a fare i cattivi e gli astiosi nei confronti degli altri paesi membri della UE.

Il premier olandese Mark Rutte, brutto cognome davvero, è propugnatore di una nuova Lega Anseatica e vede i popoli del Sud Europa come fannulloni e spendaccioni.

Dimentica di evidenziare che la sua nazione sottrae decine di miliardi di euro ogni anno agli altri stati attirando le imprese che vogliono pagare meno tasse.

L’Italia ha deciso la riapertura delle frontiere, forse prematuramente.

L’ Austria invece non vuole ancora riaprire l’accesso agli Italiani.

Il cancelliere in carica, tale Sebastian Kurz, porta a giustificazione del diniego l’alto numero di contagiati italiani.

È contrario pure alla mutualizzazione dei debiti.

Nel frattempo riapre la frontiera con i cugini crucchi sperando in un flusso turistico estivo.

Purtroppo per lui e i mezzi crucchi ex asburgici sondaggi effettuati sulle intenzioni di vacanza dei mangiapatate alemanni indicano una scarsissima intenzione di recarsi in Austria.

Con suo grande scorno continuano a preferire soprattutto l’Italia.

Pure i mezzi crucchi svizzeri non hanno riaperto i confini con il nostro paese. Intanto sono extracomunitari e farciti di obsolete centrali atomiche.

E poi è ora di dire che la nostra cioccolata è assai migliore della loro. Mentre alcuni si arroccano in difesa come in una partita a scacchi, in Italia si vara un decreto per regolarizzare lavoratori clandestini.

E un noto vignaiolo altoatesino ha pagato il viaggio aereo a un gruppo di braccianti che da oltre 10 anni arrivano per lavorare nelle sue vigne.

Lo ha fatto per superare le pastoie burocratiche e gli ostacoli frapposti dall’Ungheria.

Quaranta aziende agricole del Fucino assieme ad una di Vicenza hanno pagato un volo charter a 250 braccianti provenienti dal Marocco.

Altra nazione che non si capisce cosa stia a fare nella UE appunto l’Ungheria.

Anzi si capisce, con i contributi UE si è assai modernizzata e ha molto migliorato le sue infrastrutture.

A fronte di una esigua quota versata alla UE il suo ducetto Viktor Orban non vuole rinunciare ai contributi comunitari.

Una media di 4 miliardi di euro negli ultimi anni per attuare una politica spietata verso i migranti che vorrebbero transitare sul suolo magiaro.

E impedisce il flusso delle persone verso gli altri paesi UE nonostante gli accordi firmati per favorire i corridoi verdi.

Attua una politica retriva e repressiva verso i connazionali che gli si oppongono e vaneggia su una necessaria ed anacronistica autarchia.  

I tempi di Draghi seppur recentissimi sono veramente lontani oramai.

About The Author

Umberto Faedi

Vicedirettore

Related posts