La battaglia del grano non è ancora finita: si fa sempre più dura

La battaglia del grano non è ancora finita: si fa sempre più dura

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Negli ultimi venti anni sono spariti un campo di grano su cinque e un milione di ettari coltivati a grano.  Sono stati riconvertiti ad altre coltivazioni o ancor peggio hanno subito cementificazione.

Pane di Peppe Martinez, miglior pane italiano al campionato mondiale nel 2018 a New York Usa

In occasione della Giornata Nazionale del Grano Italiano Coldiretti ha organizzato a Milano la prima trebbiatura. Realizzata nel campo del Villaggio Contadino ubicato nel parco del Castello Sforzesco.

L’evento è stato pensato per coincidere con la fine della trebbiatura in Italia anche se quest’anno la raccolta, a causa del recentissimo maltempo.

Una primavera caratterizzata da siccità alternata ad eccessive precipitazioni, è purtroppo destinata ad essere molto scarsa.

L’evento è stato realizzato per focalizzare l’attenzione sul prezzo del grano tenero che viene pagato circa 20/21 centesimi al chilogrammo agli agricoltori. Considerato che un chilo di pane a volte di non eccelsa qualità e cottura costa 3,1 euro.

Il rincaro ammonta almeno al 15% tenendo conto che per fare un chilo di pane è necessario un chilo di grano. Dal quale si ricavano 800 grammi di farina da impastare con acqua e lievito, magari lievito madre, per ottenere appunto un chilo di pane.

I consumi di questo alimento considerato per secoli fondamentale per la crescita e l’alimentazione sono scesi vertiginosamente negli ultimi 30 anni.

Grani Autoctoni italiani
Pane fatto esclusivamente con grano siciliano autoctono

Vari e disparati i motivi, dal minor consumo commisurato con l’aumentare dell’età, alla esagerata proliferazione di diete che proibiscono pane e derivati.

Il cambio di abitudini e tempi per mangiare, alla progressiva sparizione di mestieri praticati da persone che erano grandi consumatori di questo gustoso alimento.

Un chilo di pane costa 4 euro a Milano, 3.05 a.  Torino, 2.85 a Palermo, 2.60 a Roma.
Bologna, città assai cara in generale, può costare 4.55 euro mentre a Napoli 1.91.

Le forti oscillazioni del prezzo dimostrano che non dipendono dal costo del grano, bensì da strategie speculative e una filiera viziata da movimenti finanziari.

Le speculazioni sulla filiera e le massicce importazioni di grani spesso insalubri perché mal conservati nei silos, se non addirittura contaminati da pesticidi tipi Glifosato.

Quello proveniente da Canada e Usa, causano la riduzione del prezzo pagato ai coltivatori da parte delle grandi industrie di trasformazione.

I grandi gruppi e le catene di distribuzione commerciale strozzano i produttori e assorbono la parte preponderante del valore del prodotto.

La sostenibilità della produzione di grano italiana deve essere garantita per corrispondere agli agricoltori un giusto compenso.

Evitare che i costi ricadano sui consumatori o altri campi di grano spariscono dalla toponomastica rurale. Il grano italiano è il migliore del mondo e deriva da grani antichi unici che devono essere conservati e tutelati.

Molti panificatori e pastifici artigianali comprano solo grano italiano certificato.

I grani OMG costano assai meno, ma non sono assolutamente all’altezza a nessun livello del Grano Made in Italy.

Governo sveglia, se ci sei, batti un colpo e ferma le navi cariche di grano insalubre, OMG e contaminato da pesticidi.

Umberto Faedi 

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Umberto Faedi

Vicedirettore

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