Tribuna

Inglese in cucina in un libro

Da non crederci, oltre ai vari dizionari gastronomici in più lingue per turisti, nessuno aveva pensato prima ad un manualetto, una dispensina, un promemoria per gli “addetti ai lavori” che sarebbe dovuta essere una benemerita iniziativa, da tempo, da quando la terminologia inglese ha soppiantato quella francese nel settore della gastronomia.

Del resto sono già entrati disinvolti nell’uso comune termini quali show cooking, street food, food truck, buyer, wine lover, gourmet, brand, trend, packaging, per citare i più semplici, dato che notoriamente la lingua inglese è più sintetica dell’italiano e conia espressioni che nella nostra lingua avrebbero bisogno di molte parole per rendere il medesimo concetto.
Se poi pensiamo alla scarsa inclinazione del nostro popolo (ma i Francesi ci battono alla lunga) verso le lingue straniere, e per contro pretendiamo che gli operatori della ristorazione abbiano dimestichezza con le terminologie culinarie e gastronomiche per accontentare la clientela straniera, forse un testo sull’utilizzo dell’inglese in questo ambito può essere una manna.

Ecco che un libro è stato pubblicato, si intitola ironicamente “Jump the pasta! L’inglese in cucina (quello vero)”, a cura di Barbara Bianchi e Paolo Minosi (CEF Publishing), e viene presentato mercoledì 19 aprile, ore 12,30, a Tempo di Libri, Fiera Milano Rho, Spazio A Tavola, La Cucina, Pad. 4.

E potrà pure essere pratico vademecum per chiunque vada nell’United Kingdom come turista o come aspirante lavoratore nel campo della ristorazione, almeno questi sono i propositi espressi dagli autori, che lo definiscono “un divertente e utilissimo manuale rivolto a professionisti del settore che vogliano perfezionare la padronanza della lingua in tutte le fasi del proprio lavoro, ma anche ad appassionati di food a 360 gradi”.

La presentazione sarà accompagnata da uno showcooking con degustazione di ricette 100% londinesi.

Maura Sacher


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