Punti di Vista

In fondo il Prosecco è solo uno spumante

Questa l’affermazione uscita dalla bocca della Ministra dell’Agricoltura croata Marija Vučković, alla fine di una apposita riunione del Governo, dove evidentemente si è parlato dell’opposizione italiana alla loro pretesa di riconoscimento.

La notizia è emersa dalla pagina face book dell’Unione Istriani del primo pomeriggio di sabato 25 settembre (ieri) dove si legge – tra l’altro – che la Vučković ha dichiarato «che “la Croazia ha piena legittimità giuridica, storica e culturale per riconoscere il termine tradizionale prosecco a livello europeo”», in quanto – a suo dire – ci sono prove che il termine “prosecco” fosse stato usato in Croazia per secoli.

Queste “prove” dovranno essere portate alla Commissione europea, o all’organo supremo che dovrà decidere, ma quelle vere e non quelle ricostruite a posteriori, affermando che secondo alcuni loro agricoltori l’esistenza del Prošek ha due mila anni.

Inoltre, «Rispondendo alle domande dei giornalisti», la stessa ha affermato «”Il nostro è un vero vino, quello italiano è semplicemente uno spumante, e ciò nonostante gli italiani cercano di impedire la tutela del vero prosecco”».

I virgolettati sono il testo preso dalla pagina https://www.facebook.com/UnioneIstriani/.

Ora, bisogna anche rammentare agli ignoranti di Storia e di Geografia, che la Repubblica della Croazia si è costituita come entità geopolitica nel 1991 e comprende l’Istria e la Dalmazia, terre per secoli sotto la Serenissima, e pertanto abitate dalle genti venete, poi passate all’Impero Asburgico dopo il Congresso di Vienna (1815), tornate all’Italia dopo la Prima Guerra Mondiale e perdute definitivamente dopo la Seconda, con l’esodo di oltre 400mila italiani istriano-dalmati.
Ma tralasciamo pure le dolorose vicende, che ancora scottano.

Però, che la storia del Prošek – come pretendono di asserire i Croati – risalga a duemila anni orsono fa semplicemente ridere.

Non sta a me – per adesso – riproporre le citazioni storiche dei vini prodotti in queste zone dell’Impero Romano, se la cavino quelli che faranno parte del “tavolo tecnico” ministeriale, e vadano a farsi un giro sui motori di ricerca del web.

A me interessa che venga messo in ridicolo l’affermazione della Ministra croata!

 

Maura Sacher

 


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