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Il gregge con il digitale in tavola

Eccoci qua, il gregge liberato dalle pastoie ma ancora con la museruola e una sottile catena alle zampe anteriori .. ops … alle mani, può andare a nutrirsi dove vuole, ma con giudizio, con prudenza, “in sicurezza”.

La politica del digitale ha la sua vittoria, via soggezione e scetticismo! La tecnologia si impadronisce sempre più delle vite degli esseri umani. Questo è il futuro! La riconversione digitale di ogni branca di attività produttiva.

Se non hai una “App” non vai da nessuna parte e tantomeno in ristorante, né in piscina, né in uno stabilimento balneare, nemmeno in teatro, ad un concerto, o al museo. Sei libero di andare dove vuoi, dopo il 5 giugno, ma ti devi prenotare, altrimenti vai a spasso, prendi aria finalmente senza il bavaglio, e basta.

Tra le misure di prevenzione raccomandate per la riapertura, le attività sbloccate dai provvedimenti devono provvedere a igienizzare tutto ma proprio tutto, dagli ambienti (muri, sedie, tavoli, bagni eccetera) agli oggetti che potrebbero essere toccati dagli avventori, nello specifico degli esercizi di ristorazione, i menù.
Ecco che si inventano applicazioni per i cellulari, una infinità di scelte sul mercato del digitale, che visualizzano in diretta le cibarie del giorno, non solo per prenotare la consegna a domicilio, il tanto bello “delivery”.
Demonizzati i menù cartacei, perché rischiosi di serbare e trasmettere il Covid (del resto come tanti altri microbi di cui fino ad ora nessuno se ne era preoccupato) e non “igienizzabili”, a meno che non siano plastificati, su concessione dei decreti governativi il gregge si siede a tavola e visualizza cosa offre la cucina attraverso la scansione di un QR code, di cui si sono attrezzati i ristoratori, altro gregge ubbidiente. Anche il pagamento va in automatico, quindi niente evasione fiscale.

Tutto bene, bello, entusiasmante. Pare che la ristorazione del domani avrà il suo ruolo nella diffusione planetaria delle tecnologie digitali, di cui qualche ministro si è lamentato gli Italiani sono ancora analfabeti. Gregge indomabile quale siamo stati fino adesso!

In tutto ciò è evidente una discriminazione: chi si scarica le app sui telefonini? Soprattutto i “Millennial”, quelli che non hanno più di 40 anni, già nati “tecnologici”, mentre le fasce delle generazioni anteriori, tranne le eccezioni degli eternamente giovani, o non possiedono tablet, smartphone, e simili, o non gli interessa un bel niente di caricare internet sui telefonini o non lo sanno fare.
E allora? E allora sono tagliati fuori: niente ristorante.
Gli anziani a casa, i “matusa” del tempo sessantottino oggi siamo noi, i padri e nonni di questi giovani rampanti, noi con il nostro stipendio quelli che hanno fatto in modo che loro possano avere il massimo dalla vita,
A meno che non ci sforziamo di adeguarci al gregge, così, giusto per poter tornare a mangiare fuori casa. E allora sì che ci sentiremo utili a far risorgere (almeno un pochino) questa disperata Nazione.

Maura Sacher


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