Tribuna

I valori sulla tavola di Natale tra crisi e coscienza

Dopo quattro anni di “crisi”, sotto Natale ci raccontano che ne stiamo uscendo, in tempo per far segnare qualche punto alla ripresa economica, contando sugli acquisti per regali e Cene delle Feste.

A forza di sentirci dire che siamo in epoca di crisi e vedere che i numeri della povertà e della disoccupazione sono in aumento, noi ci siamo sentiti davvero tutti sempre più poveri, rinunciando a cena in ristorante e riducendo gli inviti a casa.

Pochi privilegiati hanno continuato a viziare i propri ospiti con prelibatezze gastronomiche. Si sono, per contro, riscoperti gli autentici valori dello stare assieme, anche attorno alla tavola.

Almeno nel campo alimentare abbiamo accantonato i modelli culturali del consumismo che ci hanno condizionato in molte scelte, e così siamo tornati ai menù con ingredienti semplici ma arricchiti con fantasia e amore per i nostri cari.
Nel contempo, o per la maggiore sensibilizzazione dei consumatori verso la Dieta Mediterranea e il Made in Italy, o per ragioni di salute e anche per la diffusione di diete ideologiche, siamo stati più accorti  a cosa mettere sulle nostre tavole, anche a Natale.

CESTO NATALIZIOLa coscienza degli Italiani, e la loro grande consapevolezza, fanno optare per un Cenone e Pranzo Natalizi con i prodotti genuini nazionali, bocciando, per esempio, ostriche, salmone, caviale, foie gras per l’antipasto, o astici, aragoste, branzini, cernie, capriolo, cervo e altra selvaggina di lusso, che sanno tanto di snobismo, anche per una volta sola all’anno.
Anche, perché, probabilmente, un nostro vicino di casa queste pietanze non potrà mai vederle in vita sua e passerà la Festa con una minestrina. E, a proposito di coscienza, nell’Anno straordinario della Misericordia, non sarebbe male invitarlo alla nostra tavola o per lo meno portargli una porzione di tutto quello che cucineremo per noi.

Nel segno della sobrietà, sono fortunatamente in netto aumento le vendite degli spumanti italiani, e senza un brindisi con le bollicine non è festa.

Ma qualunque cosa si prepari di pietanze, quante siano le portate e chiunque siano i nostri commensali, quello che intorno alla tavola del Natale non deve mancare è l’atmosfera di affetto, di bontà, di comprensione, di allegria, di pace. REGALI SOTTO ALBERO
Soprattutto se in casa abbiamo bambini, loro hanno diritto di assaporare la letizia che la nascita del Bambinello ha voluto portare al mondo.

Proprio per questo ci si trova nei giorni 24 e 25 dicembre di ogni anno, perché, ancora prima della venuta di Gesù, il banchetto costituisce un rituale antichissimo, in quella notte con una lunga veglia si celebrava il legame dell’uomo con il divino e, coincidendo con il Solstizio d’Inverno, segnava la rinascita di una stagione nuova, che si sperava sempre più prospera della precedente. E i rituali devono conservare il loro spirito e il loro valore augurale.
Buon santo Natale,

donna Maura


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