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I mille volti della Mozzarella di Bufala Campana Dop

Si è chiusa con grande successo la settima edizione de Le Strade della Mozzarella di Bufala.

 

Un evento che cresce di anno in anno e celebra la Mozzarella di Bufala Dop, una delle eccellenze del nostro Paese che viene prodotta esclusivamente con latte di bufala fresco ed intero, nelle province di Caserta, Salerno, Napoli, Benevento, Roma, Latina, Frosinone e Foggia.
Alla presenza di oltre 2500 fra giornalisti, foodblogger, ristoratori, esperti ed amanti del settore si sono esibiti chef stellati nazionali ed anche internazionali come Quique Dacosta, il basco Josean Alija e il francese Jean-Francois Piège.

La mozzarella di bufala si è dimostrata un prodotto estremamente versatile e ha sbizzarrito la creatività degli chef: nelle mani di Davide Scabin è diventata un carpaccio rosa con le fragole e uno spaghetto spaziale; in quelle di Moreno Cedroni un marshmallow e una polpetta di Momotaro, favola giapponese in cui si narra che i bimbi nascano sotto le pesche anziché i cavoli.

 

Tonino Cannavacciuolo ha dimostrato che si può riciclare una mozzarella vecchia di qualche giorno con del latte di cocco e trasfromarla anche in una pizzaiola a crudo. Niko Romito ne ha fatto un dolce – non dolce di yogurt  bufala in due consistenze, mandorle, nocciole, pepe, salvia, limone; Anthony Genovese degli gnocchi con sgombro e verdurine giocando sul cotto-non cotto.

Andrea Aprea del Vun di Milano ha realizzato un tortello di bufala cacio e pepe da servire al cucchiaio come finger food; i fratelli Costardi un cannolo di pacchero ripieno di ricotta di bufala; Valeria Piccini ne ha fatto un’insalata con cetrioli e fragole; Ilario Vinciguerra la mozzybag, un nuovo modo di intepretare l’aperitivo e la sua Isola che non c’è; Mauro Uliassi un altro dolce- non dolce: meringa ricoperta con polvere di capperi, gelato al formaggio di bufala, miele e polline.

Anche gli chef stranieri ospiti hanno dimostrato di apprezzare moltissimo la mozzarella di bufala, ed è stata così declinata: da Quique Dacosta con la Mochirella, rivisitazione del tipico dolce giapponese Mochi che conquista la platea; dal basco Josean Allia di Bilbao che elogia la semplicità in gnocchi di mozzarella e uova di acciughe e siero di mozzarella e dal francese  Jean-François Piège, che lascia da parte la nuìouvlele cuisine, per preparara una pizza soufflé, condita con treccia di bufala, pomodoro e olio campano.

Ma, forse, il più originale è stato Gennaro Esposito che ha frullato e filtrato la mozzarella per farla diventare burro, con cui realizzare una sfoglia da abbinare a un gelato di latte di bufala.

Davvero una bella avventura, da cui trarre tanti spunti e su cui riflettere su quanto l’Italia sia ricca di eccellenze gastronomiche delle quali andare fieri e vantarsi in gior per il mondo.
Grazie Albert Sapere e grazie Barbara Guerra!

 

Isabella Radaelli

i.radaelli@egnews.it


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