
(Adnkronos) – Officina Ai “è un’iniziativa per tutta la Lombardia, tra innovazione e sviluppo. Anche questa sede che nascerà a Milano riguarderà tutto il territorio lombardo, per cui dobbiamo essere bravi a connettere tutto il territorio rispetto a questa opportunità. Significa fabbricare e produrre intelligenza artificiale, ovvero avere un nuovo distretto, una nuova filiera e un nuovo ecosistema che si occuperà di produrre IA a beneficio di tutte le altre zone di innovazione e sviluppo che nasceranno in Lombardia. È un’opportunità di autosostenibilità anche dal punto di vista tecnologico ed economico”. Così Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, intervenendo oggi a Milano all’incontro “AI e Physical AI, l’impatto nel mondo reale”, organizzato da Assolombarda in collaborazione con Regione Lombardia e Made. Durante il convegno è stata firmata la delibera che dà il via alla fase due della Zona di Innovazione e Sviluppo (Zis) di Milano dedicata all’Intelligenza Artificiale, che prende il nome di “Officina AI”. Promossa da Assolombarda, attuale capofila, la Zis vedrà Made Competence Center assumere il ruolo di hub e soggetto gestore.
Sull’iniziativa aleggia lo spettro dell’aumento del costo dell’energia: “Il tema dell’energia è il tema dei temi afferma Guidesi – siamo la prima regione manifatturiera d’Europa e in questo momento il rischio è che la corda si spezzi. Assolombarda lo sa perfettamente: da tre anni aumentiamo sia il fatturato sia il volume d’affari in tutti i trimestri e in tutte le congiunture, nonostante una situazione geopolitica che sicuramente non aiuta, visto il profilo internazionale del nostro tessuto economico e del nostro sistema produttivo”, sottolinea.
“Sono aumentati i fatturati, ma si sono ridotte le marginalità, e questo è qualcosa che non possiamo più permetterci – avverte – non ci sarà nessuna impresa che produrrà in perdita. È per questo che abbiamo ribadito con forza, e continueremo a farlo, che servono interventi emergenziali sul costo dell’energia, a partire dalla trasparenza nel calcolo del prezzo e ponendo tutti i limiti che si possono introdurre a livello europeo contro l’influenza finanziaria e la speculazione”. “Penso anche alla discussione sul price cap – aggiunge – che mi sembra sia ancora in corso in Europa e che speriamo trovi concretezza, perché adesso rischiamo davvero di entrare in difficoltà. E questo non vale solo per le aziende energivore, ma per tutte le imprese e, automaticamente, per i consumatori, che rischiano di vedere limitate le proprie potenzialità, con tutte le conseguenze economiche del caso”, conclude.
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