Stile e Società

Grande successo romano per i vini della mareMMMa

Non è bastato il maltempo che da una settimana flagella anche la Capitale a fermare il grande pubblico di appassionati che lunedì è accorso per “mareMMMa, la natura del vino”. L’evento targato CT Consulting Events ha portato fianco a fianco tra i banchi d’assaggio i vini delle Doc Maremma Toscana, Docg Morellino di Scansano, Docg Montecucco Sangiovese e della Doc Montecucco.

Ben 52 le Aziende presenti e nella quasi totalità rappresentate dai produttori, a dimostrazione di quanto l’evento sia stato sentito e di come i vini della Toscana più prossima al Lazio tenessero a promuovere la loro qualità sulla piazza romana. Oltre un migliaio le persone intervenute durante tutto l’arco della giornata tra operatori del settore, pubblico e stampa, che hanno voluto approfondire un territorio mostratosi in tutte le sue peculiarità.

Come sempre tratto distintivo dell’Agenzia CT Consulting Events è stata la scelta di una location di grande prestigio. Stavolta è toccato alla Galleria del Cembalo di Palazzo Borghese ospitare l’evento rinnovando così il legame del Vino con il patrimonio artistico e culturale Italiano. Una naturale prosecuzione di “Vino e Arte che passione”, appuntamento primaverile che si svolge presso il Casino dell’Aurora Pallavicini.

Il Sangiovese ha fatto certamente gli onori di casa ma aprendo la strada anche agli altri autoctoni del territorio, come il Ciliegiolo che negli ultimi anni guadagna sempre più consensi, l’Alicante presente sul territorio da tempo immemore e il Pugnitello, antico vitigno toscano da poco riscoperto. Ma Maremma non significa solo e per forza vino rosso, come hanno testimoniato Vermentino e Ansonica, che insieme alla presenza di rosati e bollicine completano il quadro di una viticultura ricca per ogni tipologia.

La varietà delle caratteristiche pedoclimatiche  consente ad un territorio come quello maremmano di esprimersi anche sui vitigni internazionali ormai alloctoni, sia a bacca bianca come Chardonnay, Sauvignon e Viognier, che a bacca rossa come Syrah, Petit Verdot e naturalmente, il Merlot e le varietà di Cabernet vinificate sia in purezza che in taglio Bordolese.

Una realtà qualitativamente importante, fotografata dai numeri del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana che conta ben 315 produttori e, che insieme ai 200 del Consorzio Morellino di Scansano e i 68 del Consorzio Montecucco, si è presentata tra i banchi d’assaggio unendo insieme i tratti comuni di una grande viticultura.

Scopo dell’evento era promuovere al meglio il territorio senza metterne mai in discussione le  singole individualità e a tal proposito il Sangiovese rappresenta l’esempio concreto. Il vitigno qui si esprime con un carattere diverso in ogni località per quello che è, senza ricercare stereotipi di tipicità per rimanere legato ad una denominazione, ad un nome o a un blasone.

Il modo in cui anche gli altri vitigni interpretano il loro ambiente, insieme alle diverse pratiche di vinificazione derivate da intuizioni ed esperienze dei singoli vignaioli, rendono questi vini il più vicino possibile al concetto di vino di territorio. Se l’intento era questo, la manifestazione può dirsi riuscita in pieno.

Bruno Fulco


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