Stile e Società

Go Wine presenta a Roma gli autoctoni della Sardegna

Primo appuntamento romano del 2020 per Go Wine, che per l’occasione organizza nella consueta sede dell’Hotel Savoy una splendida rassegna sulla viticoltura Sarda. Come sempre attenta al tema degli autoctoni, l’associazione ha colto l’occasione per portare tra i banchi di degustazione la varietà del movimento enologico sardo in tutta l’ampiezza della sua diversità.

Per le grandi masse il connubio Sardegna –  vino è limitato al binomio: Vermentino in bianco e Cannonau in rosso. Un vero peccato però, perché la viticoltura isolana è in grado di regalare tante sorprese grazie ai suoi vitigni di antica tradizione e, come sta accadendo da tempo anche in altri territori italiani, le nuove generazioni di viticoltori sono sempre più orientate sulla qualità a scapito dei volumi.

Come sempre in sala c’è stata l’opportunità di farsi raccontare i diversi percorsi di vinificazione e i particolari del territorio, grazie alla presenza di molti produttori che hanno accompagnato le loro bottiglie nell’incontro con il pubblico.

Oltre ai due vitigni principali che fanno largamente la parte del leone come ettari vitati, a completare la base ampelografica autoctona concorrono Monica, Carignano, Nuragus, Pascale, Bovale, Nepente più altre varietà recuperate recentemente e che insieme hanno dato grande prova di qualità, tratteggiando il profilo del movimento Sardo del vino.

Tra gli assaggi se è fatto notare il Kannuna’Um di Cantina Ogliasta, un Cannonau che l’Azienda vinifica anche in bianco con lo stesso nome e che rivela un inaspettato bouquet olfattivo. Dallo stesso vitigno Anche il Fertas e quelli della produzione di Giuseppe Sedilesu, da ricordare anche per  gli altri vini, tra cui la strepitosa “Barbagia” Granaccia macerata una settimana sulle bucce.

Tra i Vermentino Jankara, Docg di Gallura Superiore come quelli di Tondini e, che insieme al Sabbia Doc Sardegna dell’Azienda Viticoltori di Romangia, hanno saputo rappresentare ottimamente il vitigno. Poi il Cagnulari di Cherchi, il Semidano SMD di Memorie di Vite, Il Niadu dell’Azienda Mulas da Uve Arvesiniadu e tanti altri ancora.

Ultimi ma solo in ordine di citazione, i vini Gostolai di Tonino Arcadu, gamma veramente accattivante in grado di soddisfare sia i palati tradizionali, che quelli che strizzano l’occhio ai vini naturali. Una produzione veramente interessante con tanti vini da autoctoni che oltre a Cannonau e Vermentino rende omaggio anche agli altri vitigni, come il Nepente o la Vernaccia. Quest’ultima sapientemente impiegata al 30% nel Rosa ‘e Monte, capace di creare insieme al Vermentino  un vino veramente interessante. Di seguito le Aziende che erano presenti in sala.

Cantina Ogliastra – Tortolì (Nu)
Contu – Siniscola (Nu)
Gostolai di Tonino Arcadu – Oliena (Nu)
La Giara – Usellus (Or)
Mulas – Bono (Ss)
Murales – Olbia (Ss)
Pala – Serdiana (Ca)
Quartomoro di Sardegna – Arborea (Or)
Santa Maria la Palma – Alghero (Ss)
Sedilesu – Mamoiada (Nu)
Su’Entu – Sanluri (Vs)
Tondini – Calangianus (Ss)
Vinicola Cerchi – Usini (Ss)                                                                                                                                                        Suelzu – Ozieri (Ss)                                                                                                                                                                Viticoltori della Romangia – Sorso (Ss)

Bruno Fulco


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