Vini e Vigne

Gli autoctoni della Terra dei Forti

Enantio, Casetta sono gli autoctoni che la Terra dei forti ha presentato in occasione della recente Anteprima Chiaretto & Bardolino. La Terra dei forti si trova a sud della Vallagarina inserita nel Parco regionale della Lessinia ed in quello del Monte Baldo e la Lessinia solcata dal fiume Adige, una importante via di comunicazione per il centro Europa che fin dall’epoca romana e’ stata presidiata da castelli e forti.

 

 In questa zona ricca di boschi si trova un patrimonio di vitigni da tutelare. Il più importante a bacca nera è l’Enantio dalla lunga storia, citato dallo storico  romano Plinio, già nel primo secolo d.C. ed anche da Andrea Bacci nel VI volume della “Storia naturale dei vini”,  pubblicazione del 1596. Il nome Enantio è stato adottato a metà degli anni Ottanta, prima il vitigno si chiamava Lambrusco a foglia frastagliata. Un vitigno che ha legami forti con le viti selvatiche trovate nei boschi della valle, destinato fino a molti anni fa ai vini da taglio,  appartiene alla famiglia dei Lambruschi, ma se ne differenzia per caratteristiche genetiche. Alcune viti hanno più di 100 anni e sono sopravvissute alla fillossera. Vitigno rustico, di carattere, si ottiene un vino rosso rubino intenso,  profumi di frutti di bosco  intensi e gradevoli,  in bocca è fresco per acidità, giustamente caldo e tannico che accetta un breve invecchiamento per smorzarne i toni.

Il Casetta o Foja Tonda nella tradizione locale viene chiamato Lambrusco a Foglia Tonda, coltivato sino ai primi anni ‘70 dello scorso secolo per poi essere gradatamente abbandonato visto che era molto sensibile ad alcune malattie della vite. Si ritiene che il nome derivi dallo pseudonimo di una famiglia di Marani d’Ala che l’avrebbe adattato alla coltivazione.È stato recuperato da Albino Armani, in coltivazione a tutt‘oggi sono  circa 15 ettari di vecchie viti, spesso ancora franche di piede. Vino di spiccata personalità, riconoscibile per sentori di prugna asciutta e marasca, cannella e tabacco e soprattutto di muschio che ne sottolinea l’origine selvatica.

Gli abbinamenti sono i piatti a base di selvaggina,  carne alla brace,  brasati e con i formaggi stagionati, come il Monte Veronese d’allevo.

Piera Genta

pieragenta@libero.it

 


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