
(Adnkronos) – A caccia di qualunque riscontro o indizio, tra mail, file e negli hard disk dei vari pc sequestrati a Gianni Di Vita, marito e padre rispettivamente di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morta per avvelenamento da ricina lo scorso dicembre. Questa sembra essere la pista che gli specialisti dello Sco (Servizio Centrale Operativo della Polizia) stanno seguendo da 24 ore per venire a capo del duplice omicidio di Pietracatella. Ieri l’uomo è stato in Questura a Campobasso per tre volte in un giorno, dopo che in mattinata era stato perquisito il suo studio da commercialista.
Mentre il Koch Institute di Berlino ha avuto altri sei mesi per cercare tracce biologiche tra resti di cibo e vestiti, lo Sco e la Mobile di Campobasso stanno analizzando tutto il materiale informatico acquisito. Si cercano prove per trovare il responsabile della morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Intanto Alice, la prima figlia, è andata via dal Molise, si è trasferita a Torino per frequentare l’università.
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