Gastro-turismo: passione, bisogno e moda aguzzano l’ingegno

Gastro-turismo: passione, bisogno e moda aguzzano l’ingegno

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Molti ci provano, qualcuno più intraprendente o fortunato ci riesce e si assicura una solidità economica, qualcun altro, grazie ad iniziative ritenute “originali”, per un lampo di tempo finisce sotto i riflettori della notorietà o in qualche pezzo giornalistico con tanto di nome e cognome. Le idee frullano in svariate menti e quando una parte di esse si concretizza il merito è solo dell’inventiva e della tenacia personali.

La micidiale pressione fiscale e l’ottusa burocrazia sono i fardelli che maggiormente minacciano la libera imprenditorialità, in tutti i settori; per fortuna al bisogno soccorre la libera creatività sostenuta dalla genuina passione che riesce a far fruttare un pizzico di innata astuzia, cavalcando l’onda della moda del momento.
C’è un’onda in particolare da qualche tempo sfruttata e ha un nome, «cooking-mania», che dilaga sia via Internet, con blog appositi, filmatini in youtube, sia in programmi televisivi che trasmettono a tutte le ore e su tutti i canali, nazionali e locali, offrendo ricette e suggerimenti metodologici.

L’ultima tendenza nella moda dei fornelli consiste nelle lezioni culinarie dal vivo, e non mi riferisco a quelle dietro lo schermo e nemmeno all’interno di accreditate scuole di cucina e neanche in quelle più o meno improvvisate da chef volonterosi e appassionati o addirittura all’interno di associazioni private che promuovono cibo sano per una salute fisica e mentale efficiente, presenti in tutte le città, mi riferisco bensì direttamente nelle “sacre cucine” dei grandi ristoranti, dei piccoli alberghi e degli agriturismi.

Sembra che la cooking-mania abbia davvero contagiato tutti ed ecco materializzarsi le proposte di pacchetti turistici che, accanto a offerte di escursioni con guida alle mete storico-artistiche dei dintorni, relax in sauna, passeggiate a cavallo o in bicicletta, inseriscono una giornata a volte una settimana “gourmet”.
C’è solo da informarsi bene, dalla montagna al mare alla campagna, dall’Alto Adige alla Puglia alla Sardegna, a seconda dei propri gusti. E perdonatemi se non faccio i nomi, sono tanti e non sarebbe giusto favorire alcuni trascurando altri.

Ora i “gastro-turisti” possono andare in vacanza non solo per gustare del buon cibo ma anche per imparare i segreti dell’arte culinaria, con indosso grembiuli personalizzati alla Masterchef, preparando pregiate pietanze con le proprie mani sotto le direttive di chef professionisti o di cuoche esperte delle tradizioni locali. Si impara a fare il pane e lo strudel, i piatti di pesce di mare e di fiume, le zuppe e i ravioli secondo le specialità regionali, e tante altre prelibatezze.
Il costo di una lezione è di solito 15 euro, ma uno chef stellato ne chiede anche 50 e persino 85.

Passione genuina, bisogno materiale o acume per le tendenze di moda aguzzano l’inventiva e ormai l’immediato futuro per tante persone è imparare ad essere imprenditori di sé stessi.
Creare un sito ad hoc, studiare una buona tecnica pubblicitaria, utilizzare sapientemente il passaparola, “et  voilà” il gioco è fatto, duri quel che duri.
L’importante è darsi da fare, non sedersi.

Maura Sacher
m.sacher@egnews.it

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