
(Adnkronos) – “E’ come se una parte fosse morta dentro di me. E’ cambiato il mio destino quel giorno”. A parlare è Mario Placanica che in una intervista al Tg1 ricorda il 20 luglio 2001. Allora Placanica aveva 18 anni ed era un carabiniere in servizio a Genova, quando in piazza Alimonda scoppiarono le proteste contro il G8 e un mezzo dei militari venne circondato dai manifestanti. Contro il mezzo ci fu un lancio di pietre e oggetti pesanti e Placanica sparò il proiettile che colpì il 23enne Carlo Giuliani, uccidendolo. “Ci hanno attaccato -ricorda- e ci buttavano addosso di tutto. La nostra vita era in pericolo. Io ho cercato di sparare più in alto possibile. Davanti a me non c’era nessuno” ed “ero allucinato dai lacrimogeni. La mia vita è stata segnata dal dolore”.
Anni fa, Placanica ha voluto incontrare il papà di Carlo Giuliani. A lui disse: “Non fu colpa mia, io stavo facendo il mio dovere”, aggiungendo: “E’ stata una cosa più grande di noi questo G8”.
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