Stile e Società

“Finchè c’è Prosecco c’è speranza”, è Italiana l’ultima pellicola ambientata nel mondo del vino

Il primo ciak è stato battuto con la vendemmia 2016 e finalmente il 31 ottobre uscirà nelle sale il film “Finchè c’è Prosecco c’è speranza”. Un giallo tratto dal romanzo di Fulvio Ervans, ambientato  nella campagna veneta  e diretto da Antonio Padovan.

Il cinema strizza l’occhio al mondo del vino con cadenza regolare. Spesso escono film che a vario titolo hanno come sfondo il mondo e le vicende legate a questo ambiente. Alcuni sono quasi in forma di documentario, come “Mondovino” di Jonathan Nossiter oppure “Sour Grapes”, che narra l’avvincente storia di Rudy Kurniawan, il più grande truffatore nella storia del vino. Il film attualmente in catalogo su Netflix, si snoda tra bottiglie strepitose, degustazioni esclusive, collezionisti e case d’asta.

Ma se questi sono più dedicati ai “nerd” del vino, tante altre pellicole hanno incontrato il favore del grande pubblico. Come “Sydeways in viaggio con Jack”, interpretato da un Paul Giamatti in giro per la Napa Valley e “A good year” più conosciuto con il suo nome italiano “Un’ottima annata”. In quest’ultimo Ridley Scott dirige Russel Crowe, trasformandolo da uomo d’affari americano in vigneron francese grazie all’eredità di un lontano zio. Praticamente il sogno di ogni appassionato di vino.

Questa volta tocca alle colline del prosecco  trasformarsi in set cinematografico, per ambientare le vicende dell’ispettore Stucky interpretato da Andrea Battiston. Il personaggio, un veneto – siriano fresco di nomina, si troverà ad indagare per risolvere una serie di omicidi i cui indizi viaggiano in un’unica direzione.

Il presunto colpevole sembrerebbe essere il conte Desiderio Ancillotto, vignaiolo molto noto in zona morto però suicida in maniera eclatante, come tutti gli elementi porterebbero a pensare. Lo scaltro ma inesperto neo-ispettore dovrà barcamenarsi tra osti, cantinieri, bottai ed influenti bevitori della zona. Le indagini si intrecceranno con le questioni ambientali del territorio e del prosecco, ma il suo intuito di detective lo porterà presto a capire che la chiave del mistero si nasconde in cantina.

Sullo sfondo, tra le pieghe della sceneggiatura, l’intenzione del regista è anche quella di mostrare il territorio nel fascino della sua bellezza. Rendere cinematograficamente il tessuto sociale nella sua reale attualità, per smarcarlo dagli stereotipi che spesso nell’immaginario comune individuano il veneto e la sua gente.

Film come questo sono importanti per la cultura del vino spesso troppo ingessata nell’elogio di annate,  bottiglie e personaggi di varia natura che con la cultura del vino hanno poco a che fare. Una corrente di comunicazione fuorviante per chi intuisce la bellezza del mondo del vino e prova ad avvicinarsi.

La storia ha tutte gli ingredienti per lasciar intravedere quali sono i personaggi che ruotano intorno alla “società” del vino. Quali sono i loro problemi e la loro vita reale, il più delle volte ben lontana dalle immagini glamour che invadono le riviste patinate.

Premesse e buoni propositi per la riuscita del film sicuramente ci sono. Gli altri attori del cast: Teco Celio, Liz Solari, Roberto Citran, Silvia d’Amico, Babak Karimi, Gisella Burinato, Rade Serbedzija. Non resta che degustarlo con gli occhi per saggiarne  spessore e  persistenza.

Bruno Fulco


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