
(Adnkronos) – “La giornata di oggi rappresenta la prima fase di un lavoro durato oltre tre anni. La grande scoperta che abbiamo fatto ci fa capire come il suburbio celi anche resti monumentali, che possono essere veicoli di riqualificazione dei nostri territori, di conoscenza e strumenti per una gestione più consapevole, partecipata e condivisa”. Lo afferma Marco Fabbri, docente e direttore del Maut – Museo archeologico universitario del territorio, in occasione dello svelamento, oggi a Roma, delle restaurate Torre Vergata e Villa Gentile, all’interno della quale è da oggi aperto al pubblico il Museo archeologico universitario del territorio.
“La posizione – in cui è ubicato – il Casale di Villa Gentile, dove sorge il nostro museo, è abbastanza atipica: insiste, infatti, su una villa romana. Oggi sappiamo che ingloba resti monumentali di una torre medievale, che è documentata da cartografie storiche risalenti al ‘500-’600 e che è circondata dalla periferia della città contemporanea. Pertanto, si tratta di un luogo dove poter raccontare la nostra storia e la storia delle persone che vivono, abitano e frequentano le zone di Tor Vergata e delle nostre periferie, che vengono attraversate senza nessuna consapevolezza della storia passata. In epoca romana, il sobborgo era densamente e fittamente popolato, come se fosse una metropoli contemporanea”, conclude.
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