Etica del mangiare in moderna visione filosofica

Etica del mangiare in moderna visione filosofica

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L’etica del mangiare riguarda tutti, perché cibo e relazione sono in un rapporto non sempre corretto, lo scrive il professore Adriano Fabris dell’Università di Pisa nella sua ultima pubblicazione, un pamphlet, come lui stesso lo definisce, di un centinaio di pagine, intitolato “Etica del mangiare. Cibo e relazione”, ed. Ets, 2019.

«In questo periodo di cenoni e di celebrazioni gastronomiche varie, in cui finiamo per mangiare anche solo per ottemperare a una tradizione, l’esigenza di mangiare in maniera etica si ripropone con ancora più urgenza» scrive il prof. Adriano Fabris.

L’idea da cui parte Fabris è che l’atto del mangiare è un modo problematico di relazionarsi con gli altri esseri viventi, con gli esseri umani e con il mondo in generale. Mangiare è un atto relazionale, un atto, cioè, che ci mette in relazione con gli altri, donne e uomini, con molti esseri viventi, con l’ambiente in generale.

Il libretto inizia con un capitolo esplicitamente polemico che mostra quanto le questioni relative al mangiare siano oggi spesso mal impostate perché la relazione alimentare è univocamente appiattita su chi mangia o su chi/cosa è mangiato.

La seconda parte approfondisce gli aspetti di sacralità legati al cibo, a partire dalle religioni che hanno regolamentato come e cosa mangiare, anche allo scopo di mediare fra la necessità di uccidere per nutrirsi e il problema di limitare l’impatto di queste uccisioni.

La terza parte infine, infine, sviluppa una vera e propria etica del mangiare, a partire dalla considerazione che mangiare è un atto che trasforma sia gli altri che sé stessi.

Mangiare eticamente – esorta Fabris – significa mangiare in maniera equilibrata, rispettosa degli altri (di coloro che magari non possono permettersi cenoni), di sé (del proprio benessere e della propria salute), di tutto l’ambiente, senza dimenticare mai che a dover essere regolamentato è il nostro desiderio di mangiare, non il nostro bisogno di alimentarci.

Ci ricorda che l’etica del mangiare non è quella di chi fa chilometri per raggiungere un presidio ‘slow food’ o di chi si accontenta d’ingurgitare i panini di un ‘fast food’. E che questa etica non coincide neppure con il comportamento di chi proibisce alcuni alimenti o feticizza certe fonti di cibo, come gli animalisti, i vegetariani e i vegani.
Riguarda invece l’attitudine di chi sa che mangiare a porsi in relazione con tutto ciò che può nutrirci, una relazione rispettosa, equilibrata, che tiene conto dei molteplici legami in cui ogni essere vivente è coinvolto.

Per questo ci sollecita a riflettere su ciò che mangiamo e su come mangiamo. «Magari per iniziare il nuovo anno in maniera davvero nuova».

Maura Sacher

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