Vini e Ristorazione

Essere Prosecco e non essere prosek o forse Prosekar?

Questo è il dilemma

La controversia sul Prosecco presso la Commissione UE sta proseguendo.

Quali siano le conclusioni non è ancora dato di sapere.

Sicuramente il negativo precedente con l’Ungheria del 2005 per il Tocai – Tokaji non induce a buone impressioni.

Gli ungheresi chiesero ed hanno ottenuto che la DOC riconosciuta da poco tempo relativa ad accordi con la UE venisse proibita in Italia.

Purtroppo il nostro nobile vino non è una uva: si ottiene infatti dal vitigno Glera, è un marchio commerciale conosciuto in tutto il mondo.

Prosecco e non essere prosek o forse Prosekar

Se i croati dimostrano che il termine Prosek esiste da secoli e in una loro denominazione da tot anni la questione si farebbe assai complessa per i produttori di italico Prosecco.

Questo fattore potrebbe diventare determinante e il governo croato avrebbe fatto un colpo magistrale tenendo occultato questo asso fino alla ultima e decisiva mano.

Pesa purtroppo la scarsa attenzione prestata dai governi e dal ministero delle politiche agricole. Almeno fino ad ora sulla delicata situazione che riguarda uno dei nostri vini più conosciuti e venduti al mondo.

In questa intricata situazione si inserisce il vino Prosekar originario delle località Contovello, Prosecco e Santa Croce nel Carso Triestino.

Prosecco e non essere prosek o forse Prosekar

 

Il nome in lingua slovena significa proveniente da Prosek e già compare in alcuni scritti alla fine del 1600.

Nel 1886 la nave Pandora salpò dal porto di Trieste per portare ad Hong Kong bottiglie di Prosekar denominazione slovena del Prosecco.

Arrivate a destinazione le bottiglie  ebbero un successo clamoroso e il cantiniere della Pandora raccolse migliaia di ordinazioni delle quali si è persa ogni traccia.

Non è andato invece perduto il metodo di produzione del vino ossia la rifermentazione naturale in bottiglia.

Differente dal Metodo Martinotti impiegato per il Prosecco e il francese Metodo Champenois.

Prosecco e non essere prosek o forse Prosekar

 

Giovani viticoltori hanno deciso di recuperare la metodologia di produzione del Prosekar che hanno definito essere un vino antico e anche ancestrale.

Mezzo secolo prima che il Prosecco cominciasse ad essere prodotto nel Trevigiano e in Friuli Venezia Giulia nella Locanda del Farneto ubicata in una zona di Trieste ancora ben identificabile l’oste aprì e servì ai clienti vino in bottiglie champagnotte chiuse con filo di ferro.

Attualmente il Prosekar è quasi una rarità, sono poche migliaia le bottiglie prodotte. Non c’è ancora un disciplinare e ognuno dei vignaioli impiega le uve che preferisce. Alcuni usano solo uva Glera, altri preferiscono un uvaggio di uve Glera, Malvasia Istriana e Vitovska. Qualcuno imbottiglia il mosto giovanissimo e apre le prime bottiglie per San Martino.

Alcuni vignaioli travasano continuamente il mosto e proseguono la fermentazione in bottiglia per almeno due o tre mesi.

Tutte le uve provengono dal Carso Triestino.

Gli eroici vignaioli chiedono che il governo e le regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto mantengano le promesse fatte da alcuni anni per consentire lo sviluppo del territorio e generare risorse per l’economia del territorio.

Più di dieci anni fa venne deciso l’allargamento della DOC Prosecco a nove province del Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Dalle colline di Conegliano e Valdobbiadene si arrivò fino alla provincia di Trieste per poter inglobare la cittadina di Prosecco.

Una mossa che si è rivelata fortunata ed efficace alla quale non si sono opposti i viticoltori del Carso Triestino.

Essi non si sono opposti nemmeno alla recente introduzione della tipologia Rosè all’interno della DOC Prosecco sebbene non fosse corrispondente a nessuna tradizione vinicola.

I vignaioli del Carso Triestino chiedono il rispetto seppur tardivo degli impegni assunti e una giusta collocazione delle bottiglie del loro Prosekar all’interno della DOC Carso.

Non come ulteriore tipologia inserita nella DOC Prosecco.

La convinzione di questo gruppo di produttori è che il Prosekar ha una sua giusta valorizzazione solo nella Denominazione Territoriale del Carso.

Umberto Faedi


Grazie per aver letto questo articolo...

Da 15 anni offriamo una informazione libera a difesa della filiera agricola e dei piccoli produttori e non ha mai avuto fondi pubblici. La pandemia Coronavirus coinvolge anche noi.
Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati, in questo periodo, è semplicemente ridotta e non più in grado di sostenere le spese.
Per questo chiediamo ai lettori, speriamo, ci apprezzino, di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, può diventare Importante.
Puoi dare il tuo contributo con PayPal che trovi qui a fianco. Oppure puoi fare anche un bonifico a questo Iban IT 47 G 01030 67270 000001109231 Codice BIC: PASCITM1746 intestato a Club Olio vino peperoncino editore
Facendo un bonifico - donazione di € 50,00 ti recapiteremo la Carta Sostenitore che ti da il diritto di ottenere sconti e pass per gli eventi da noi organizzati e per quelli dove siamo media partner.

Umberto Faedi

Vicedirettore

Articoli correlati

Back to top button