Vino e Ristoranti

È scoppiata la guerra del Prosecco tra Italia e Croazia

La richiesta fatta dalla Croazia alla Commissione Europea per ottenere il riconoscimento della dicitura Prosek ha scatenato una guerra enologica tra l’Italia e la nazione balcanica.

La richiesta fatta dalle autorità di Zagabria ha provocato la dura reazione del Ministero delle Politiche Agricole, delle associazioni di categoria e dei produttori.

È un vero e proprio attacco al Made in Italy e al vino più esportato nel mondo e anche, purtroppo, il più imitato e contraffatto.

Questa richiesta rischia di indebolire l’Unione Europea nei rapporti che intercorrono a livello internazionale nei negoziati per gli accordi di scambio nei quali si deve tutelare la denominazione Prosecco.

Il successo di questo vino fa gola ai falsari e agli imitatori.

Nel primo trimestre del 2021 l’export ha fatto segnare un 8 % in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

Le imitazioni sono diffuse in tutto l’orbe terracqueo con le diciture più fantasiose.

Kressecco, Consecco, Whitesecco, Meersecco, Crisecco, Semisecco sono i nomi scoperti e smascherati da Coldiretti.

Il Made in Italy falso e tarocco vale 100 miliardi di euro all’anno e purtroppo 2 prodotti su 3 che riecheggiano l’Italia e i suoi prodotti non hanno nulla a che fare con il nostro paese.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha definito scandalosa la richiesta dei croati e che la UE consenta l’avvio di questa procedura.

Le Colline di Conegliano e Valdobbiadene sono Patrimonio dell’Umanità Unesco e il loro vino deve essere assolutamente tutelato.

Abbiamo già dovuto rinunciare al nome Tocai per colpa dell’Ungheria nonostante da secoli questo ottimo vino fosse prodotto in Veneto e in Friuli Venezia Giulia.

Tokaij in Ungheria è un luogo geografico quindi protetto dalle norme UE mentre il nostro Tocai è il nome di un vitigno.

Per questo abbiamo dovuto cambiare il nome in Friulano, oltretutto sono due tipologie di vini differenti.

Questa volta non si può davvero cedere alla identità del nostro  Prosecco.

Il Prosecco non è un vino recente, si identifica con i nostri territori, con la storia delle regioni nelle quali ha origine e la cultura delle persone che portano avanti la coltivazione di queste viti.

Prosek invece è un nome civetta che ingenera fraudolenta confusione con la Denominazione DOCG Prosecco.

Oltre a essere appunto una Denominazione che dovrebbe essere protetta dalla UE è il nome di una cittadina in provincia di Trieste.

Quindi è una denominazione geografica che deve essere tutelata come venne tutelato il nome ungherese del luogo Tokaij.

Il Regolamento Europeo N. 1308 del 2013 stabilisce che ogni denominazione di origine come quella del Prosecco deve essere difesa da ogni tentativo di imitazione.

Che se lo bevano in Croazia quel vino e lo vendano chiamandolo che so Bislach.

Umberto Faedi
Immagine tratta da https://reportergourmet.com/


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Umberto Faedi

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