E adesso? Che si fa?

E adesso? Che si fa?

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E adesso che una schiera di illustri costituzionalisti e notori avvocati hanno ampiamente illustrato l’illegittimità del prolungamento dei pieni poteri del Presidente del Consiglio a furia di Dpcm, adesso che circolano voci poco edificanti sui motivi della secretazione degli atti a conoscenza del comitato dei 450 e dei verbali delle loro riunioni, e in merito non ci possiamo dimenticare che uno della task force governativa disse ad un giornalista che tutti loro avevano firmato un atto di segretezza.

Adesso che le attività produttive piano a piano si rimettono in piedi dopo il totale “lock down”, durato troppo a lungo, adesso che l’Italia è sull’orlo del baratro economico e che migliaia di imprese non hanno ricevuto i sostegni promessi attraverso le esternazioni televisive e tanti artigiani hanno già chiuso la loro bottega, e che il danno economico individuale è lontanamente identificabile, al di là dei dati ISTAT.

Adesso che ci hanno propinato agevolazioni fiscali sull’acquisto delle biciclette e dei monopattini (beffa tra le beffe) o di auto elettriche, adesso che ci hanno imbottito la testa sui bonus vacanze (anche questa una beffa per il turismo), e per ultimo lo sconto fiscale per i pagamenti con carta di credito o bancomat in ristorante (chi vivrà vedrà).

Adesso che promettono aiuti a imprese per l’occupazione di lavoratori assumibili assicurando contratti a tempo indeterminato e sgravi fiscali, mettendo un tal numero di requisiti limitativi che a capirci qualcosa servono seri uffici di commercialisti per starci dietro, il che ovviamente implica spese per le aziende.

Adesso che blaterano sull’evenienza di una futura recrudescenza del contagio, rimbeccandosi tra di loro, i grandi esperti virologi, infettivologi, biologi, e altri “…ologi”, per lasciarci col fiato sospeso dentro alle nostre asfissianti mascherine e toglierci il gusto delle cene in ristorante, delle vacanze al mare, dei divertimenti in discoteca, delle spensieratezze tra le sagre ed i mercatini di paese, e i grandi eventi come le Fiere nazionali ed internazionali che riguardano il vino.
Senza contare il teatro, i concerti, tutti gli spettacoli dove si esibiscono professionisti della cultura.

Adesso che si fa?
Si sta cucci e buoni, rispettosi delle norme che anticostituzionalmente ci privano delle libertà di lavoro e di movimento, o ci si ribella … prima o poi? Anche sfidando le restrizioni che ci imporranno … in nome della salute?

È chiaro che non c’è pacifico accordo nella compagine “fuxia” che pretende di ‘governare’ l’Italia sui rimedi per risollevarla per il bene del Pil, ma è strano che i partiti dell’opposizione non si mettano fattivamente dalla parte di chi denuncia le imposizioni.
Un bel ricorso alla Corte Costituzionale? Anche solo prendere spunto dalla sentenza del Giudice di Pace di Frosinone su ricorso dell’avv. Manganiello … non sia mai detto …

Maura Sacher

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