“Due” di Gianni Tessari un vino dal nome che propizia  un nuovo inizio

“Due” di Gianni Tessari un vino dal nome che propizia un nuovo inizio

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Prima o poi tutto questo finirà e dovremo ripartire da dove eravamo rimasti, leccarci le ferite del disastro economico ed andare avanti. Mai come questa volta il territorio avrà un ruolo così importante. La nostra agricoltura, il comparto enogastronomico, pur tra enormi difficoltà sapranno esprimere tutta la loro potenzialità, forse come non mai.

Forse per la prima volta con la lungimiranza di una politica finalmente in grado di valorizzare l’enorme potenziale inespresso di queste risorse e, a cui si chiede un impegno grandissimo per trasformare a medio-lungo termine questa catastrofe in opportunità.

Forse per la prima volta scrollandoci di dosso quelle sudditanze  verso altre viticulture, che non hanno mai reso abbastanza giustizia alla varietà del nostro patrimonio vitivinicolo, oltre che alla qualità produttiva dell’intero comparto enogastronomico.

Il territorio quindi sarà una risorsa fondamentale, per un paese che a differenza di altri può disporre di tanta e tale varietà da potersi considerare unico al mondo. Gianni Tessari interpreta concettualmente questo potenziale producendo vini in tre realtà vicine ma diverse tra di loro.

Insieme alla sua famiglia dal 2013 conduce l’Azienda Giannitessari che si trova nella provincia Veronese, a Roncà nella Valle d’Alpone. La sua storia nel vino però comincia già nei vigneti di famiglia e poi con il fratello, con cui negli anni ’80 si dedica al Soave con grandi risultati e successo di critica. Oggi il vigneto Aziendale è distribuito su 55 ettari e caratterizzato dalla varietà.

Il territorio tufaceo delle Colline Orientali del Veronese, di origine vulcanica e arricchito dalla componente calcarea, è quello in cui nasce il Soave da uve Garganega e Trebbiano di Saove. I Monti Lessini sono invece l’ambiente con il quale la Durella incrocia il suo destino da sempre. Qui quest’uva esprime le sue caratteristiche che la rendono ideale alla spumantizzazione, sia con Metodo Martinotti che Classico, per prodotti che negli anni conquistano sempre più consensi.

Infine i Colli Berici, territorio dai suoli argillosi e di elezione per i grandi rossi. Come “Due” taglio di uve Merlot e Cabernet e nome dovuto al processo di vinificazione impiegato, che prevede una pigiatura di due terzi delle uve per 20 giorni circa, mentre la rimanente parte viene sottoposta ad un leggero appassimento in fruttaio.

Successivamente viene spremuta ed assemblata insieme all’altra con cui si sviluppa una seconda fermentazione. Nell’intera produzione questo Igt è un vino altamente rappresentativo della filosofia che ispira la viticultura di Gianni Tessari. Merlot e Cabernet, due vitigni da saper prendere per il verso giusto. Il primo coltivato un po’ ovunque e che “porta sempre a casa il risultato” ma che non sempre eccelle, l’altro caratterialmente dai tratti a volte spigolosi.

L’interpretazione dell’interazione tra i vitigni e, di questi con il territorio, permette di mettere in bottiglia un vino che si caratterizza per equilibrio e morbidezza senza per questo risultare “piacione”. Importante è il contribuito dell’affinamento in botti di rovere da 40 ettolitri, che smussa le parti “verdi” armonizzando la massa.

Naso dolce di frutti rossi, croccanti e succosi. Fresco, minerale, con accenni balsamici vegetali che introducono note di tabacco dolce e spezie. La morbidezza del sorso è attraversata dalla percezione di tannini veramente delicati che lo accompagnano in lunghezza.

Vino di struttura ma che in assenza di pesantezza alcolica riesce a rimanere dinamico fino alla fine, così come sicuramente la nostra imprenditoria enogastronomica saprà fare ancora un’altra volta.

Bruno Fulco

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