«Dobbiamo scrivere un nuovo Galateo», è stato detto

«Dobbiamo scrivere un nuovo Galateo», è stato detto

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Un nuovo Galateo in regime di tutti i DPCM e Decreti-legge emanati? Sicuramente, e comincino loro, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri a riscrivere il loro Protocollo di Cerimoniale, in primo luogo evitando l’obbrobrio del darsi di gomito nel salutarsi tra Autorità.

Con le direttive che ci sommergono allo scopo di contenere il diffondersi dei casi positivi da Covid-19, è radicalmente mutato il nostro rapportarci con gli altri. L’imposizione del distanziamento sociale e il divieto di riunione, e assembramento, unitamente alla molteplicità delle restrizioni riguardanti gli esercizi commerciali e di ristorazione, ha già ottenuto l’effetto della eliminazione della convivialità.

Tutte svanite le consolidate regole di Galateo, nell’ospitalità, nel variegato universo del comportamento sociale, tra privati ma anche nell’ambito delle manifestazioni pubbliche.
Ora gli eventi necessitano di regole nuove.

Cominciamo con i saluti e le presentazioni: nelle occasioni ufficiali il Cerimoniale imponga che ci si scambino i convenevoli del saluto a distanza di un metro tra le persone, portandosi la mano sul cuore, con mezzo inchino della testa. No al saluto sventolando una mano per aria, né congiungendo le mani a mo’ di preghiera (all’altezza dello stomaco o del petto), né alzandole entrambe a mo’ di resa. Da considerarsi fuori luogo se non volgare il tocco tra pugni chiusi e altrettanto la gomitata, e anche la risatina che accompagni i gesti.

Detto questo, che deve valere non solo tra le Autorità politiche ma anche tra i personaggi fino ad ora soggetti alla “Business Etiquette” fino ai semplici impiegati, quando ricevono comuni cittadini nei loro uffici (comunque tutti obbligati a nascondere i sorrisi di prammatica sotto la mascherina), passiamo ai rapporti amichevoli, e familiari, e alle varie occasioni di incontro.

La nuova direttiva del Governo impone distanze assolute tra individui, sulla pubblica via, in luoghi chiusi, e vieta sempre ogni tipo di contatto fisico, con obbligo di indossare sulla faccia i dispositivi di protezione. Pertanto, niente esuberanze nell’incontrarsi per la strada, una volta che ci sia riconosciuti a volto coperto.
E, se volete invitarli a casa per una cena, badate che la vostra abitazione sia abbastanza ampia da non incrociarvi con gli ospiti a meno di un metro. E non diventerà scorretto, che, appena entrati in casa, li mandiate a lavarsi le mani (si raccomanda un asciugamano per ciascuno da buttare tosto in lavatrice!). Non sarebbe conforme al nuovo Galateo provocare una trasmissione di Covid-19 tra amici e conoscenti. Del resto, se non volete “untori” non invitate in casa nessuno, chiaro no?
A riguardo, saranno banditi i doni, a meno che non sia possibile disinfettarli.

E, dunque, è da preferire il servizio “alla francese indiretto”, con i piatti di portata in tavola da cui ogni commensale si serve da sé, o “alla guéridon” con zuppiera o vassoio su un carrello che la padrona di casa accosterà (con debita distanza) alla sedia dell’ospite e porgerà il piatto (rigorosamente a parte e non in tavola) con la pietanza nella quantità desiderata?
Forse la seconda opzione potrebbe entrare nel Nuovo Galateo dell’Ospitalità, ambito dal Governo.

Per quanto riguarda il resto del comportamento individuale, sono da evitare tutte le situazioni che lascino sospettare d’essere stati contagiati, quali gli sternuti, i colpi di tosse, le soffiate di naso in pubblico … non sono mai state apprezzate dal Galateo.

Maura Sacher

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