Bologna è la provincia italiana con più prodotti tipici di alta qualità con 22 etichette Dop e Igp seguita da Brescia (18), Cuneo (17) e Bergamo (16). Numerosi i marchi Dop e Igp anche a Cremona, Ferrara, Modena e Ravenna (14 ciascuno), così come a Forlì-Cesena, Padova, Pavia, Roma, Salerno, Siena, Treviso, Verona e Viterbo (13 ciascuno). Al salone delle eccellenze enogastronomiche artigianali e delle attrezzature professionali, in programma fino al 16 novembre a CremonaFiere, che vede oltre 2mila prodotti proposti da 163 espositori provenienti da 20 regioni e 57 province, emerge questa fotografia dei prodotti tipici.
Lo studio racconta che sono 277 i marchi iscritti nel Registro delle denominazioni di origine protette, indicazioni geografiche protette e specialità tradizionali garantite, di cui 164 Dop, 111 Igo e 2 Stg.
I prodotti che hanno ricevuto più etichette di qualità sono gli ortofrutticoli seuiti dai cereali (106 in totale) mentre formaggi (50), oli e grassi (43), e prodotti a base di carne (40) sono meno della metà.
La maggior parte delle etichette Dop appartiene a formaggi (49), oli e grassi (42) mentre le Igp a prodotti ortofrutticoli e cereali (71) e a base di carne (19).
Il “salamino alla cacciatora” Dop è il primo in classifica e si produce in 11 regioni e 60 province seguito dalla “Mortadella di Bologna” Igp, prodotta in 8 regioni e 36 province.
L’Emilia Romagna comunque batte tutti, con 38 prodotti Dop e Igp, seguita dal Veneto dove ce ne sono 36. Molti i prodotti tipici anche in Lombardia e Sicilia, rispettivamente 32 e 29.
Roberta Capanni
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