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Cosa bolle in pentola?

In arrivo dopo la carne (?) vegetale il pesce 3 D.

In arrivo dopo la carne (?) vegetale il pesce 3 D.

I prodotti cosiddetti plant based ovverossia derivati dalle piante prendono sempre più spazio.

I burger del marchio Beyond Meat, il pollo fritto vegano della KFC e le bistecche 3 D della Novameat sono state ideate dal bioingegnere italiano Giuseppe Scionti.

Stanno spopolando nelle catene dei fast food e nei punti vendita della GDO.

Ecco adesso sugli scaffali dei discount i fake fish ovvero i pesci finti proposti dalla viennese Revo Foods.

Salmone affumicato creato con stampanti 3 D.

Anche no per quello che mi riguarda.

Produrre cibo sostenibile è sicuramente encomiabile, ma per me a tutto c’è un limite.

Le biostampanti 3 D della ditta olandese Felix Printers hanno inserito diverse tipologie di inchiostri vegetali nel meccanismo di riproduzione del salmone.

Proteine da funghi, piselli, alghe agar e amido sono i componenti del finto salmone.

Altre aziende stanno perfezionando surrogati basati sulle piante.

Impossible Food sta mettendo a punto Impossible Fish un hamburger ottenuto dalle oroteine vegetali della soia.

Nestlé dopo molti mesi sta per proporre Sensational Vuna, un finto tonno a base di acqua, proteine dei piselli, del grano, olio di colza, sale ed aromi naturali.

Gathered Foods propone tramite la linea Good Catch numerosi snacks surgelati e finger foods fritti a base di finta polpa di granchio.

Le sperimentazioni proseguono anche con il nobile scopo di tutelare specie marine a rischio di estinzione, riduzione di imballaggi e per incentivare la pesca consentita delle specie stagionali.

Le aziende devono investire nella innovazione agro-alimentare.

Sono aumentati moltissimo nel mondo i capitali impiegati nelle tecniche di coltura e produzione innovative.

Nell’ambito del nuovo cibo ci sono dati in crescita per le imprese che allevano insetti per alimentazione.

La francese Ynsect evidenzia buone performance, d’altronde in molte paesi mangiare insetti è una tradizione oltre che una necessità.

L’ Italia è molto indietro rispetto a Cina, Usa, India, Regno Unito e Francia.

Non è presente nella classifica delle prime 20 nazioni che attirano investimenti e start up innovative nel settore agro-alimentare.

Le cause sono da ricercare nella burocrazia, la difficoltà di accedere ai finanziamenti e lo scarso sostegno da parte delle istituzioni.

Ottima la situazione delle nuove tecnologie in agricoltura e viticoltura per rimodulare la produzione alimentare all’insegna della sostenibilità.

Ovviamente senza tralasciare la grande tradizione senza stravolgere la grande qualità di produzione dei nostri unici prodotti.

Comunque io non mangerò mai pesce, bistecche 3 D o insetti.


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Umberto Faedi

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