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Come stiamo a vendite di vino in Italia? Ce lo dice l’IRI

In attesa di Vinitaly 2014 (Verona, 6-9 aprile), varie fonti forniscono dati sulla situazione di salute del mercato tra vendite e consumi, mentre è notorio che da qualche anno si registra una diminuzione di vendite sul mercato interno a fronte di un incremento su quello estero, di tutto il comparto degli alcolici.

Gli osservatori hanno notato che se, gli italiani bevono meno in quantità, cercano contemporaneamente sia la qualità che il risparmio.

A queste considerazioni è giunto anche l’IRI, l’Istituto Internazionale di Ricerca (Information Resources Inc.), leader che opera a livello mondiale nella fornitura di informazioni sui Mercati del Largo Consumo e sullo Shopper, analizzando le tendenze nei singoli Paesi.

L’indagine sugli acquisti di confezioni di vino nei supermercati italiani, che Vinitaly commissiona all’IRI da una decina d’anni, rileva che nel 2013 i clienti sono stati attratti più dai bianchi che dai rossi ed apprezzano i frizzanti piuttosto dei fermi; inoltre sono orientati verso le bottiglie Doc, Docg e Igt. Spumante e prosecco entrano sempre più spesso nel carrello della spesa.

In particolare, viene segnalato un accresciuto apprezzamento per il vino biologico, con crescita del 4%, per 1 milione di litri venduti e un valore di 5 milioni di euro.

«Questo richiede alla grande distribuzione una maggiore attenzione nella proposta, che deve essere anche in grado di assecondare le nuove richieste, come quella dei vini biologici», ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore generale di Veronafiere.

Secondo la ricerca IRI, il formato più venduto nel 2013 rimane quello delle bottiglie da 75cl a denominazione d’origine, facendo registrare un volume di oltre 213 milioni di litri per un valore di quasi 1 miliardo di euro. La flessione negativa delle vendite (-3,2%) va equilibrata con l’aumento di prezzo del 5,6%, che ha portato il costo medio della bottiglia a 4,5 euro.
Il formato drasticamente in calo è quello del vino in brik, le cui vendite scendono nel 2013 del 9,4%, influenzate da un aumento di prezzo del 20,5%.

I ricercatori hanno anche cercato di tracciare un quadro delle scelte tra le etichette esposte sugli scaffali, per sondare un tasso di crescita di alcuni prodotti rispetto ad altri. Certo che, in merito, entrano in gioco le spinte promozionali di convenienza, e il cliente si fa attrarre pure dalla curiosità di assaporare nuovi gusti tra le ampie gamme esposte.

A ben leggere i numeri, ogni regione ha un proprio plateau di acquirenti che opta per i prodotti locali o limitrofi. Tuttavia, l’equazione è semplice: più abitanti e più disparata la popolazione, più nostalgia per i vini della terra natale, fortunatamente trovati sugli scaffali dei supermercati sotto casa.

Maura Sacher


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