Stile e Società

Cibo a domicilio per i cenoni, Decalogo dell’Accademia Italiana Galateo

È sempre una questione di stile.

Nel caso in cui venga ordinato del cibo a domicilio per occasioni natalizie, l’Accademia Italiana Galateo, in collaborazione con Uber Eats, ha redatto un Decalogo come guida su come gestire pranzi e cene nelle Feste in casa.

Questo è il testo del comunicato, che accorciamo un po’ nelle premesse per dovere di spazio.

<< Il Natale si avvicina e i tempi cambiano, ma le buone maniere restano una pratica fondamentale per gestire in modo impeccabile le migliori occasioni d’incontro, a partire dalle cene e dai pranzi che gli italiani organizzeranno nelle proprie case in occasione delle festività in arrivo.

“Spesso non abbiamo tempo oppure non siamo bravi in cucina e per questo decidiamo di non invitare parenti e amici”, commenta Samuele Briatore, presidente dell’Accademia Italiana Galateo.

“In passato il Natale per molte persone rappresentava un tour de force in cucina, dove l’ansia da prestazione, la competizione e spesso anche l’obbligo erano elementi che potevano limitare la gioia, la spensieratezza e la voglia di casa e famiglia che dovrebbero essere presenti nelle occasioni natalizie”.

La “Bibbia” delle buone maniere nel 2013: la guida Debrett afferma che ai propri ospiti a cena è lecito servire anche pietanze più tipiche del food delivery.

“Non vogliamo dire di smettere di cucinare a casa – ha spiegato Jo Bryant, co-autore della nuova edizione della guida – ma se si fallisce nel preparare la cena si può sempre ordinarla e farla portare. Bisogna fare tutto con sincerità ed eleganza’’.

Un decalogo che possa coniugare il cibo a domicilio con il galateo:

1. Chi ospita paga. Quando decidiamo durante le feste o in altre occasioni di ordinare cibo d’asporto vale la regola che chi pagherà il conto sarà chi decide di ospitare. Le altre persone possono contribuire portando, se concordato, qualche prelibatezza.

2. Take away non vuol dire plastica. Soprattutto nelle feste ricordiamo che l’apparecchiatura

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della tavola deve essere formale e accurata. Se decidiamo di servire cibo da asporto non vuol dire che la tavola avrà piatti di plastica e tovaglioli di plastica.

3. Il menù decidiamolo in anticipo. Evitiamo di scegliere i piatti quando i nostri ospiti saranno arrivati. Decidiamo noi il menù, premuriamoci nel momento dell’invito di domandare eventuali allergie e intolleranze, poi decidiamo un menù coerente e curato.

4. Attenzione al vino. Dopo aver scelto il menù ricordiamo di scegliere un giusto abbinamento con il vino, se non siamo degli intenditori facciamoci consigliare.

5. Prima è meglio. Meglio lavorare di anticipo, procediamo per tempo a ordinare i nostri cibi, non aspettiamo l’ultimo minuto per evitare cattive sorprese. La consegna meglio se avviene prima dell’arrivo degli ospiti.

6. La presentazione. Il cibo da asporto arriverà confezionato per garantirne una conservazione adeguata, sarà nostra cura però impiattare su piatti di portata adeguati, niente carta, niente alluminio e nessuna confezione arriverà sulla tavola. Quindi se decidiamo di ordinare una lasagna al forno, sarà importante metterle in una teglia di porcellana o in un vassoio.

7. Occhio alla temperatura. Lo sappiamo durante le feste i tempi possono allungarsi, qualche ospite arriverà in ritardo e magari i brindisi aumentano. I cibi possono freddarsi quindi sarà importante accendere il forno preventivamente in modo da portare in tavola i cibi alla giusta temperatura.

8. Take away non vuol dire poca cura. Non essere imprigionati in cucina vuol dire aver più tempo a disposizione da passare con i nostri amici e con la nostra famiglia. La cucina sarà comunque un luogo aperto e fruibile se la cena o il pranzo è famigliare. L’atmosfera a volte conta più di qualsiasi altra cosa.

9. Integrare il menù. Una buona scelta sarebbe quella di integrare il menù da asporto con qualcosa fatto da noi o fatto insieme alla famiglia, magari un piatto legato alla nostra famiglia o magari quella torta che faceva sempre la nonna. Possiamo dedicarci ad un piatto che possa essere quella coccola di quello che oggi amiamo chiamare “confort food”.

10. La tradizione è importante. Spesso quando si parla di take away si pensa a cibo etnico o cibi particolari, nelle feste natalizie evitiamo magari di portare in tavola cibi troppo ricercati o troppo legati allo street food. Pensiamo alla tradizione natalizia e alla tradizione del luogo in cui siamo. Magari se abitiamo a Trento evitiamo di ordinare sushi e se siamo a Taranto magari evitiamo di portare in tavola kebab, a volte rispondere ad un immaginario classico è un gesto di cura per mettere a proprio agio tutte le persone invitate. >>

Beh, che dire di più?

Ah, sì, beh intanto questo:
a) per non avere amare sorprese, affidiamoci ad un ristorante di cui conosciamo bene la cucina, puntando su del cibo già sperimentato da noi personalmente;
b) anche se lo impiattiamo nelle nostre stoviglie, non spacciamolo per fatto da noi solo perché lo mimetizziamo prima dell’arrivo degli ospiti;
c) i nostri ospiti dovranno essere informati che le cibarie arrivano “per asporto” al momento in cui li invitiamo al banchetto.

È sempre una questione di stile.

Maura Sacher

 


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