Stile e Società

Ceste alimentari, un’idea natalizia

Ricominciano le lagne di articoli sulla carta stampata sul fatto che “quest’anno” sono in calo se non quasi scomparsi i doni di “riconoscenza” ed i regali natalizi agli impiegati e ai dirigenti nonché le cene aziendali offerte dai titolari, e che i poveri dipendenti o si devono accontentare di un bicchiere di spumante e panettone in ufficio o si tassano e vanno a festeggiare in pizzeria.

Scusate il pizzico di polemica, ma è quasi un quarto di secolo che le aziende hanno smesso di fare regali ai dipendenti e che i grandi fornitori non fanno pervenire gli “omaggini” da distribuire, nemmeno i calendari, persino le banche non elargiscono più ai fedeli clienti agende e agendine. Negli uffici degli enti amministrativi erano gli assessori che con il loro lauto budget organizzavano il rinfresco natalizio per il personale, e ora cominciano a stare attenti a come spendono i soldi che non sono loro personali bensì pubblici.

Chi ha dalla mia età in avanti, forse si ricorda quando i “beneficiati” deponevano panettoni, dolci, bottiglie ai piedi degli abeti allestiti negli atri degli uffici, i quali andavano destinati al personale di bassa categoria remunerativa, e quando i cittadini per la Befana li lasciavano intorno alle pedane da cui i vigili urbani dirigevano il traffico. Quanti secoli fa! Ora, complice il “Codice di comportamento dei dipendenti pubblici” (del 2000, sostituito dal nuovo entrato in vigore nel giugno di quest’anno), i dipendenti non possono ricevere regali, pericoloso mandargli a casa una cesta, si rischia la denuncia penale di “corruzione”.

Allora, cerchiamo di indirizzare le ceste a chi può e ha piacere di riceverle.
Nell’ottica dell’antispreco e di una economia “solidale”, non c’è niente di più gradito che ricevere per le Feste Natalizie una confezione di prodotti alimentari da consumare e condividere per festeggiare questo Evento (fin troppo trascurato nella sua vera essenza spirituale avendo preso piede uno sfrenato consumismo che la società del benessere ha prodotto e che ora rimpiange).

Le aziende vinicole hanno già cominciato a offrire idee regalo in etichette pregiate, molti sono i produttori agroalimentari che attraverso i loro siti on-line e/o utilizzando la piattaforma e-bay propongono acquisti diretti. È lungo l’elenco.

Un’idea regalo anticonformista, che può incontrare i gusti non solo dei vegetariani, è presentata dall’altoatesina BIOEXPRESS, da anni votata alla coltivazione di frutta e verdura secondo le regole della agricoltura biologica e tesa alla commercializzazione diretta, prestando particolare attenzione alla produzione locale nel rispetto delle caratteristiche di stagionalità.

L’azienda propone per Natale le “bioceste”, disponibili nel formato borsa single, media e grande, con tre diverse tipologie di contenuti: solo frutta biologica, solo verdura biologica, mista di frutta e verdura biologica. Per completare il regalo è possibile allegare una cartolina d’auguri personalizzata con un testo che verrà a riportare fedelmente.
Bioexpress, per soddisfare una più ampia fascia di clientela, è in collaborazione con altri colleghi produttori di diverse regioni d’Italia. Dalla sede centrale di Lagundo, vicino a Merano, sono servite direttamente Lombardia e parte del Veneto, per la regione Friuli Venezia Giulia collabora con FVG-Bio della zona di Udine, per l’Emilia Romagna si avvale dal partner CPC di Imola. Ha agganci locali anche per servire Roma e dintorni. Maggiori informazioni su: www.bioexpress.it.

Maura Sacher


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