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I certificati di sostenibilità e la contraddizione italiana

I certificati di sostenibilità e la contraddizione italiana

I certificati di sostenibilità e la contraddizione italiana

 

L’Italia è salita quest’anno dalla ventiduesima alla diciassettesima posizione rispetto al 2021 nella classifica che compara le nazioni con più capacità di sviluppare un futuro sostenibile.

 Un buon riconoscimento davvero. 

Nonostante ciò e tutti gli sforzi, i progetti e i riconoscimenti ottenuti siamo una nazione che appalesa grandi contraddizioni come sempre. 

I mercati internazionali premiano e danno sempre più imprescindibile importanza alla sostenibilità certificata. 

Il gradimento e il successo di una bottiglia di vino sono strettamente legati a questa condizione. 

I mercati internazionali e soprattutto quelli del Nord Europa, Canada e Stati Uniti pongono come condizione preferenziale certificati e marchi sostenibili per concedere di posizionare i vini sugli scaffali. 

In estremo oriente e in Asia cresce sempre più l’interesse dei consumatori nei confronti di vini certificati sostenibili. 

E purtroppo l’Italia è posizionata agli ultimi posti per quello che concerne la scelta dei consumatori di acquistare bottiglie di vini corredati di tale riconoscimento. 

Recentissime analisi evidenziano che per quanto riguarda gli acquisti nella GDO di bottiglie destinate al consumo domestico la scelta dei clienti non mette al primo posto la certificazione di sostenibilità. 

Gli italiani che scelgono vini nella GDO valutano innanzitutto il prezzo, la materia prima, poi le qualità organolettiche, quindi la marca e il packaging del quale si evidenzia sempre più l’importanza e infine valutano la sostenibilità del prodotto. 

Il giro d’affari di bottiglie sostenibili acquistate nella GDO ammonta a 3 miliardi di euro. 

Il dato legato alla scelta di bottiglie sostenibili è veramente sconfortante, ma evidenzia una realtà probabilmente accentuata dalla crisi, dalla pandemia e attualmente dalla guerra. 

Sicuramente le offerte praticamente giornaliere di vini a prezzi a volte scioccanti che con ogni mezzo la GDO presenta ai consumatori non aiutano gli acquisti di vini certificati sostenibili, anzi li penalizza. 

Purtroppo in questo periodo la guerra e gli aumenti costanti di tariffe e alimenti, quasi mai legati al conflitto tra Federazione Russa e Ucraina, inducono i consumatori della GDO a orientarsi ad acquisti di prodotti cosiddetti e di fatto convenienti. 

È una tendenza comprensibile e non si vedono prospettive di cambiamento nemmeno in un futuro immediato o prossimo.

Umberto Faedi 


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Umberto Faedi

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