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Cerreto Guidi e la Notte d’Isabella

La Notte di Isabella ha fatto fare un salto indietro nel tempo a un intero paese che per l’occasione è tornato al 1576, alla notte in cui, misteriosamente mori. Isabella de’Medici, figlia del Granduca Cosimo I sposa di Paolo Giordano I Orsini Duca di Bracciano. Da sei anni Cerreto Guidi, antico borgo a pianta circolare, dominato dalla villa Medicea rivive  quella notte.20160702_185849

Passeggiare per le strade di Cerreto Guidi nella notte d’Isabella è assolutamente suggestivo. Drappi colorati mascherano le modernità più evidenti, banchi sulla strada fanno commercio di oggetti lavorati amano, artigiani intagliano il legno, altri lavorano di scalpello,le meretrici si vendono sulla pubblica via,  “l’architetto Bernardo Buontalenti” (autore della magnifica e imponente scalinata che permette di accedere alla villa) tiene bottega sulla pubblica via, le locande si aprono sulla strada mentre i locandieri servono vino e menù poveri dal gusto rinascimentale.

Sul far della sera ecco arrivare Isabella, quest’anno Clizia Caioli, con “attempato” marito despota e il suo colorato corteo mentre strani personaggi si aggirano chiedendo la carità e dispensando battute. Popolane floride e filiformi fanciulle, ragazzi di strada e dolcissimi bambini in un’atmosfera di festa.

I giornalisti specializzati di Arga Toscana sono stati ospiti dell’evento, accolti intorno ad una vecchia botte in strada, accuditi da un “vivandiere di alto lignaggio” in Contrada a Caracosta  che ha servito il trittico mediceo (lampredotto, trippa e zampini) annaffiato da Ciliegiolo , cocomero “briaco” e dolci appena sfornati.

20160702_210312Ma c’era solo l’imbarazzo della scelta per i tanti visitatori che nella calda estate toscana arrivano a Cerreto Guidi per La notte d’Isabella. C’era la Locanda del Duca, sul piazzale della Villa Medicea, che ha servito pasticcio di polenta alla boscaiola, pappa al pomodoro, peposo, porcho e bericocche, lazaniette del giardino segreto, trippa di Fiorenza, fagioli, biancomangiare, frittelle di vento, vino nero del Granducato, acqua di fonte, salutar liquore e vino d’Arabia mentre un poeta recitava versi.  L’osteria San Rocco di Porta Fiorentina che offriva  il porco condito e il gran piatto d’Isabella; l’osteria di Caracosta con il piatto granducato, il fiorino, i panini del contado, la trippa alla cerretese e il trittico mediceo. La locanda della mensa dei poveri  che ha preparato piatti freddi come panzanella e carne alla brace; l’osteria dei Calcianti  che ha proposto  il lampredotto e la birra del contado di Cerreto. L’osteria da Gianni con le  zuppe, minestre e pappe;mentre  arte bianca e sangria all’osteria del Pozzo. .Il  Ristoro del viandante ha servito piatti più leggeri come piatti di frutta in chiave rinascimentale, mentre per i golosi alla Locanda Dolce via c’erano il  “Dolce d’Isabella” e il “Tormento di Cosimo”. E per finire non poteva mancare la gelateria Medicea con il “gelato Buontalenti” e la riproposizione del gusto mediceo seguendo le indicazioni di un’antica ricetta.

Al calar della sera, ai piedi della scalinata il suo ideatore, ha introdotto i giochi di falconeria e quelli del fuoco  con lo sfondo delle colline sottostanti che Cerreto Guidi domina.

 

Roberta Capanni


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Sonia Biasin

Giornalista pubblicista, diploma di sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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