Stile e Società

Centodieci Malvasie al Festival di Portorose in Slovenia

Al Festival della Malvasia, uno dei più importanti eventi vinicoli della Slovenia, organizzato dall’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena, sono in degustazione più 110 Malvasie di oltre 50 produttori, dell’Istria slovena e istriana, ma anche provenienti da regioni italiane come Piemonte, Emilia Romagna e Puglia, oltre che dal Friuli Venezia Giulia, che ha la Malvasia del Carso tra le sue varietà autoctone accanto a Vitovska e Terrano.

BICCHIERE MALVASIA AL TRAMONTO DI PIRANOIl Festival della Malvasia si terrà il 12 e il 13 marzo 2017, domenica e lunedì, per la quarta volta presso l’Hotel Slovenija, di Portorose, resort a 5 stelle, fronte mare.

Nel 1998 l’Associazione dei Viticoltori dell’Istria Slovena organizzò per la prima volta un festival dedicato alla Malvasia, con lo scopo di far riscoprire la storia e le potenzialità della loro più importante varietà di vino bianco, la dominante varietà in tutta l’Istria (Istria che per verità geografica è solo in piccola parte sotto la Repubblica di Slovenia, mentre la maggior estensione appartiene ora allo Stato della Croazia).

Nel programma delle due giornate spicca il laboratorio in lingua italiana con Liliana Savioli, giornalista, sommelier giudice di analisi sensoriale e coordinatrice per la guida Vinibuoni d’Italia. Il titolo dell’appuntamento è «La Malvasia istriana accoglie la Malvasia Bianca Lunga di Puglia», in cui – con un approfondimento sulle 16 varietà iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite – è prevista una degustazione alla cieca per scoprire la Malvasia Bianca di Puglia.

Il secondo e ultimo giorno ospiterà alle h 10.30 la tavola rotonda «Come il mercato accoglie stili di Malvasia diversi». Alle 14.00 riprenderanno le degustazioni. Contemporaneamente, sarà attiva il laboratorio «Malvasia, da dove viene e dove va» che sarà tenuto da Boštjan Zidar  di Vinakoper.

Alle h 18 la conclusione del Festival con la proclamazione delle Malvasie vincitrici del concorso Sommelier della Slovenia 2017.

Il vitigno della Malvasia ha le sue origini nell’antica Grecia, e pare sia giunto in Europa da Monembasia, una città del Peloponneso, con l’espansione commerciale della Serenissima. I Veneziani avrebbero esportato questo vitigno da Creta. In Istria si hanno tracce della Malavasia dal 1.300.

Seguendo le rotte degli antichi commerci, la Malvasia è approdata in diverse parti malvasia vinograd_kozarca_z_vinomdel Mediterraneo, ove nel tempo se ne sono attecchite diverse, ognuna con proprie caratteristiche, a frutto bianco e a frutto nero, in relazione ai climi, ai terreni e alle tecniche di sfruttamento e valorizzazione.

È diffusa in Toscana (come uva bianca entrando in minima parte nella composizione del Chianti), nell’Astigiano, nel Piacentino e nel Parmense, in Puglia (in particolare nel Salento), in Basilicata (nella zona del Vulture), e in Sicilia (è nota la Malvasia delle Lipari) ed anche in Sardegna (specialmente in provincia di Oristano). In Emilia Romagna la Malvasia è attestata da secoli e per tradizione è conosciuta come vino frizzante ma dagli anni ’90 lo si trova anche fermo.

Maura Sacher


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