
(Adnkronos) – Ora sta bene, ma la paura che il tumore potesse tornare è stata forte. Carolina Marconi ha raccontato sui social di aver vissuto alcuni giorni nella paura durante le vacanze estive in Sardegna, culminate con una corsa al pronto soccorso di Roma. “Quando sono partita per la Sardegna, il 13 luglio, avevo già iniziato ad avere sintomi strani: mal di testa fortissimi, nausea, vista che si annebbiava, linee a zig zag davanti agli occhi, formicolio alle dita. Continuavo a dirmi: ‘Sarà lo stress, passerà’. Ma non passava”.
Anzi, racconta anche la showgirl, che durante la vacanza i sintomi sono diventati più frequenti: “E mentre ero in un posto meraviglioso, dentro di me combattevo con una paura che conoscevo fin troppo bene”. Marconi però ha preferito non parlarne con nessuno: “Ho cercato di sorridere. Ho cercato di convincermi che fosse tutto nella mia testa”.
Tornata a Roma, però, il corpo l’ha “costretta” a fermarsi. “Pressione altissima, nausea, un mal di testa insopportabile, l’occhio che tremava, metà labbro che tremava. Alessandro mi ha portata al pronto soccorso. Mi hanno preso subito. Flebo, elettrocardiogramma… e poi la Tac”.
Un luogo, una sensazione che le è familiare: “Credetemi, quei minuti sembravano eterni. Chi ha vissuto un tumore sa che certe paure non se ne vanno mai davvero. Basta un sintomo e la mente torna immediatamente al periodo più buio della propria vita”.
Fortunatamente, la Tac è risultata negativa: “In quel momento mi sono sentita rinascere. Mi hanno spiegato che ho un’inversione della lordosi cervicale, che può provocare forti cefalee. Per i disturbi visivi e gli altri sintomi dovrò fare una risonanza magnetica e una visita neurologica: il sospetto è che si tratti di emicrania con aura”.
Non è finita qui, ma ora Marconi può aspettare gli accertamenti con più serenità. Poi, in conclusione lascia una riflessione per i follower: “La vita è un regalo immenso. Ci lamentiamo per tante sciocchezze, poi basta un esame, un’attesa, una porta del pronto soccorso… e capisci cosa conta davvero. Sì, ci sono giorni in cui la cura ormonale mi mette a dura prova. Ci sono giorni in cui il corpo pesa, la testa scoppia e l’umore crolla. Ma non voglio lasciare che siano quei giorni a definirmi. Voglio continuare a scegliere la gratitudine. Voglio continuare a credere nel domani. Voglio continuare a sorridere. E soprattutto… Non si molla un cazzo. Mai”.
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