Stile e Società

Cappelletto d’oro come Trofeo

La sezione provinciale di Ravenna dell’ENDAS, ente dal 1949 al servizio dei cittadini e delle associazioni per lo sport, la cultura, la ricreazione, il turismo sociale e la solidarietà, ha organizzato il primo Trofeo “Cappelletto d’oro” destinato al miglior cappelletto.

Si tratta di un concorso culturale di tipo culinario organizzato dall’ENDAS per tutti i suoi iscritti e si prefigge di dare il meritato rilievo ad una peculiarità  gastronomica della Romagna ed alla sua più  antica tradizione del gusto.
   
L’evento si terrà presso il circolo Endas di Villanova di Ravenna domenica 23 marzo 2014.
I partecipanti alla gara dovranno portare almeno 200 cappelletti ciascuno, già preparati secondo la propria ricetta casalinga e pronti da cucinare.
Nello stile di Masterchef, gli ingredienti per i condimenti saranno forniti dall’ente organizzatore, quindi uguali per tutti: carne di manzo e faraona per il Brodo; carne di manzo, impasto di salsiccia, fegatini di pollo per il Ragù; in più gli aromi e la passata di pomodoro.

Sicuramente sarà una bella sfida, in teoria democraticamente aperta a tutti i 300 mila iscritti ai quasi 4 mila Circoli dell’associazione, sparsi in Italia, non solo ai già numerosi 40 mila nella regione Emilia Romagna, che hanno diritto di iscriversi, purché in regola con la quota sociale.
Eh, già, perché è antica la rivalità tra bolognesi e modenesi, immortalata nel poema eroicomico del Tassoni, “La secchia rapita”, con la famosa sottrazione di un secchio da un pozzo nei pressi di Porta San Felice a Bologna, nella battaglia del 1325, e ancora conservato gelosamente a Modena.

E la storia del tortellino, da cui deriva la variante del cappelletto, è parte in causa, fatta risalire proprio a quei tempi e si collega alla forma dell’ombelico di Venere, accorsa assieme ad un nugolo di dei, per dividersi la protezione delle parti contendenti.
Intorno ad un oste, citato dal Tassoni, come “guercio e bolognese”, che mise lo sguardo sul giro vita della divina fanciulla, travestita da giovinetto, è nata la leggenda, che ha un paio di versioni diverse.

Come differenti sono le varianti di campanile riguardo al ripieno, ancora oggi oggetto di contendere.  

Per certo il locandiere che inventò l’accartocciamento dei pezzetti della sfoglia, creando questo tipo di pasta, aveva in mente una curiosa immagine.

Maura Sacher


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