
(Adnkronos) – E’ stato un errore di software della durata di ”un millisecondo”, e non un’azione di sabotaggio come era stato ipotizzato, a causare il caos dei voli in Gran Bretagna lo scorso 8 settembre, interrompendo il traffico aereo e tenendo a terra migliaia di velivoli. Questa la conclusione di un’indagine preliminare condotta da Nats, il principale fornitore di servizi di controllo del traffico aereo del Regno Unito, secondo la quale il difetto del software ha causato la compromesso i dati e quindi l’aggiornamento delle informazioni sui voli, rendendo necessarie delle restrizioni per limitare il traffico aereo in nome della sicurezza.
Il problema interessava solo i voli nel centro di controllo dell’area di Londra, ma è stato necessario imporre restrizioni in tutto il Regno Unito per consentire il riavvio del Sistema Spaziale Aereo Nazionale (Nas), che è alla base della gestione dello spazio aereo britannico. L’indagine ha escluso un attacco informatico da parte di un soggetto ostile o un atto di sabotaggio, ha dichiarato il Servizio nazionale di controllo del traffico aereo (Nats).
Il problema tecnico, che ha causato la cancellazione di duemila voli e interrotto centinaia di migliaia di viaggi, ha sollevato preoccupazioni sui sistemi di Nats, tanto che c’è chi ha chiesto le dimissioni del suo amministratore delegato, Martin Rolfe. “Si è trattato di un problema software in una parte specifica del nostro sistema di dati di volo, che abbiamo ricondotto a una piccola sottosezione del codice”, ha spiegato Rolfe. “Il problema è stato identificato e sono state messe in atto misure correttive in attesa che la soluzione definitiva venga testata e implementata”, ha aggiunto
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