Cantina di Soave sempre più sostenibile con il riciclo degli scarti di etichette

Cantina di Soave sempre più sostenibile con il riciclo degli scarti di etichette

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Il rispetto per l’ambiente è parte integrante della filosofia di Cantina di Soave, casa vitivinicola veronese con più di cento anni di storia, una responsabilità portata avanti con iniziative e strategie sempre nuove, come la recente collaborazione con un’azienda leader a livello mondiale nella fornitura di soluzioni per le etichette autoadesive.

Alla visione green la storica cantina è sempre stata molto sensibile, e sulla tematica del risparmio energetico, dal punto di vista produttivo, l’azienda ha investito molto sia in nuove attrezzature sia in impianti al fine di diminuire i consumi di energia.

All’interno di questo impegno si inserisce la collaborazione con l’azienda UPM Raflatac, specializzata nella fornitura di soluzioni per l’etichettatura autoadesiva.
Per produrre una bottiglia di vino si generano necessariamente degli scarti: ad esempio i supporti in carta siliconata delle etichette autoadesive. Tali rivestimenti di solito risultano difficilmente recuperabili mentre, grazie al progetto RafCycle, è possibile riciclarli in nuova carta. In questo modo le pellicole delle etichette non vengono smaltite come un rifiuto, ma nelle cartiere Upm tale scarto può avere una nuova vita, può essere riutilizzato per altri scopi.

Negli ultimi tre anni, da quando ha aderito al progetto, risulta che Cantina di Soave abbia riciclato 62 tonnellate di carta siliconata. Evitando di mandare in discarica queste 62 tonnellate di rifiuti, la Cantina ha risparmiato energia per 2.738.100 MJ, equivalente all’energia che servirebbe per illuminare la torre Eiffel per 15 mesi.

«La nostra adesione al progetto RafCycle – commenta il Direttore Generale di Cantina di Soave Bruno Trentini – è un bell’esempio di economia circolare all’insegna della sostenibilità. Un gesto apparentemente di poco conto come quello di non buttare via il supporto in carta siliconata delle etichette, ma di riciclarlo, equivale invece, su larga scala, a risparmiare una quantità significativa di energia. È un modo intelligente di utilizzare i materiali e le risorse».

La Cantina di Soave ha più di 100 anni di storia essendo stata fondata nel 1898. Fino agli anni ‘60 la sua situazione era analoga a quella delle altre cantine sociali e la sua attività consisteva nella raccolta delle uve, la trasformazione in vino e la vendita del vino sfuso. Dagli anni ’60 è iniziata l’attività di imbottigliamento e la presenza sui mercati. Negli anni ’80 e ’90 la Cantina ha attuato una fase di sviluppo dell’imbottigliamento sui mercati europei e nel 1993 è stato costruito l’attuale stabilimento per l’imbottigliamento. Nel 1996 la fusione con la Cantina di Cazzano di Tramigna ha consentito di trattare una quantità significativa di Valpolicella. Nel 2002 il fatturato realizzato con la marca aziendale era pari a circa 1 milione di euro, oggi a 30 milioni di euro. Nel 2005 è stata incorporata la Cantina di Illasi, consentendo di coprire quasi il 50% della produzione relativa alla denominazione Valpolicella, mentre nel 2008 è stata assorbita la Cantina di Montecchia di Crosara, raggiungendo 6.000 ettari complessivi di vigneto e allargando la produzione anche alla zona del Durello.
Cantina di Soave, con oltre 2.000 soci e sede a Soave (VR), produce 8 linee di prodotto, di cui uno ad hoc per il mercato USA, 117 tipologie di vino per una produzione annuale 30 milioni di bottiglie.

Maura Sacher

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