Punti di Vista

Cambiamenti climatici, consumo del suolo e piantature di alberi

Ma sì, un po’ di polemica ci vuole, non dobbiamo bere tutto quello che ci propinano.

Se invece di credere che dei cambiamenti climatici siano colpevoli i popoli ed i loro governanti, a causa del moderno stile di vita, ricordassimo le sconsiderate iniziative di abbattere alberi e foreste le quali predispongono il clima del pianeta a stravolgimenti più delle fabbriche che emettono fumi dai loro camini? O l’obbligo, legge n. 10 del 2013, per ogni Comune di piantare un albero per ogni neonato?
Oltre all’obbligo nei Regolamenti comunali per il verde di interrare una nuova pianta per ognuna delle estirpate (che poi, a dirla tutta, a stento e dopo decine di anni raggiungerà le dimensioni dei compagni abbattuti e poco renderà in salubrità ambientale).

Se i giovanetti che marinano la scuola di venerdì (Green Friday, Friday for Future) per i ghiacciai che si sciolgono fossero a conoscenza che quelli si sono formati solo 500-700 anni fa e che la Groenlandia si chiama così perché prima era tutta verde (lo dice il nome: Greenland), e lo fu più o meno dall’anno 1000 al 1450 quando cominciarono ad abbassarsi le temperature (dal “periodo caldo medievale” alla “piccola glaciazione” durata fino circa a metà dell’Ottocento), forse non se la prenderebbero tanto con i loro nonni e i genitori, assurgendosi a paladini del benessere delle generazioni future. Capirebbero che la Natura fa il suo corso e la teoria dei cicli e ricicli va accettata.

Se questi giovincelli avessero seguito gli allarmi lanciati da Greenpeace già nel 2011 sulla deforestazione nei Balcani, dalla Romania alla Serbia, con centinaia di migliaia di alberi eliminati e con la conseguenza di ondate di calore alternate a tempeste di piogge alluvionali, se la dovrebbero prendere direttamente con coloro, molti privati proprietari, che lucrano sui disboscamenti.

E se fossero consapevoli che mettere a dimora nuovo verde protegge davvero il loro futuro e l’umanità intera dallo smog cittadino e dalle fonti di inquinamento, si dovrebbero battere nei loro rioni, paesi, città, fronteggiando a viso aperto i loro Sindaci.

Salvare gli ecosistemi, prevenire i disastri idrogeologici nel mondo, tutelare il clima globale, è certamente un grande obiettivo sul quale tutti siamo d’accordo e per il quale ogni governo del mondo deve impegnarsi, tuttavia non lo faranno certo i favoreggiatori di Greta Thunberg né con gli scioperi del venerdì né con le audizioni all’ONU.

I cambiamenti climatici vanno di pari passo con il consumo del suolo, e gli alberi devono essere considerati i nostri veri difensori.

Maura Sacher


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