Un occhio sul mondo

Boia chi molla la pompa

Boia chi molla la pompa

Boia chi molla la pompa

Le associazioni nazionali dei benzinai non mollano e ma hanno accorciato la durata  dello sciopero indetto per i giorni del 25 e 26 Gennaio ad un solo giorno dopo averlo congelato temporaneamente. 

Dopo la FAIB anche le altre associazioni dei benzinai FEGICA e FIGISC hanno accettato di accorciare la durata della protesta. 

Non sono soddisfatti delle misure messe in campo dal governo di destra e lo accusano di essere il capro espiatorio individuato dell’esecutivo. 

Minacciano altre serrate se l’esecutivo non andrà incontro alle loro richieste e non modificherà il cosiddetto decreto trasparenza. 

La chiusura è stata totale per gli impianti self service oltre che per i distributori ubicati lungo le autostrade. 

L’intervento del ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso non è servito a placare la protesta dei rappresentanti dei benzinai. 

Il governicchio di destra è riuscito a far imbufalire una categoria assai vicina alle loro idee. 

La infame speculazione delle grosse compagnie internazionali ha purtroppo determinato un aumento vertiginoso dei prezzi dei carburanti mentre la quotazione del barile di petrolio stava calando mentre ora volge al rialzo. 

Le famigerate Sette Sorelle sono aumentate da tempo con l’ingresso nello scenario di colossi petroliferi mediorientali e russi. 

All’interno di questo preoccupante panorama il responsabile organizzativo di fratelli & sorelle d’Italia Giovanni Donzelli si sgola e si strugge nelle trasmissioni televisive per giustificare la scelta di non prolungare lo sconto delle accise. 

È lo stesso che giustificava il fatto che il deputato Galeazzo Bignami vice ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha partecipato ad una festa vestito da nazista. 

Ha detto che tutti si travestono quando vanno alle feste dicendo che una volta lui si era abbigliato come la Minnie fidanzata eterna di Topolino. 

Povera stellina, mi fa quasi pena. 

Come mi fanno pena e anche altro quelli che il 28 Ottobre vanno a Predappio per festeggiare l’anniversario della infausta e tragicomica marcia su Roma. 

Una marcia da operetta che ha rovinato l’Italia causando milioni di morti, mutilati, invalidi e danni per miliardi di lire. 

A proposito di petrolio e carburanti. 

L’italica nazione è stata in Libia fino al 1940 dopo la guerra del 1911 e la conquista di quelle terre. 

I tecnici sabaudi e successivamente quelli del ridicolo impero fascista non sono stati capaci di capire che nel sottosuolo c’erano enormi riserve di carburanti e sfruttarle. 

Ogni commento è superfluo.

Umberto Faedi 


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Umberto Faedi

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