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Biodiversità? Autochtona

Si svolgerà a Bolzano, il 24 e 25 ottobre 2016, il 13’ forum nazionale dei vini autoctoni ‘Autochtona’. Un centinaio di produttori vinicoli, provenienti da 16 differenti regioni d’Italia, porteranno l’attenzione allo straordinario patrimonio di vitigni autoctoni italiani, paese primo al mondo per quantità di varietà viticole.

Ma quanti sono i vitigni autoctoni italiani? Quante varietà di uva, originarie di una specifica zona dell’Italia, ci sono in tutto il territorio nazionale?

Tante. Secondo il registro nazionale sono circa 500 e superano i mille se contiamo anche tutti i cloni diffusi per ognuna di esse. Da aggiungere poi tutte le varietà dimenticate, che aspettano solo di essere riscoperte e valorizzate, cadute nell’oblio, paradossalmente, a causa della loro qualità principale: il vitigno autoctono difficilmente si adatta fuori dai propri confini; questo ne limita la diffusione a favore delle più note uve internazionali.

Un patrimonio non solo agricolo, ma anche socio-culturale straordinario, frutto della storia e della tradizione di un’Italia contadina che da sempre usa l’agricoltura come mezzo di sostentamento.

Saranno tante le varietà sconosciute al pubblico, come il Semidano, proveniente dalla Sardegna e quasi completamente sterminato, a inizio ‘900, dalla fillossera; oppure l’Invernenga, antica varietà bresciana a bacca bianca il cui nome deriverebbe dall’uso di conservare “d’inverno” gli acini d’uva; o ancora, rarissimi vini provenienti delle alpi orientali con nomi dialettali ed esotici come Sciaglin, Ucelùt, Cjanòrie o Forgiarin.

Ospiti ad Autochtona anche due uve di recente riscoperta, il Centesimino e l’Uva del Tundé, varietà a bacca rossa del ravennate, riportate in auge grazie al progetto ‘Vitigni Minori’ coordinato dall’Università di Bologna.

Racconta il giornalista Pierluigi Gorgoni – Coordinatore del concorso “Autoctoni che passione!” che chiuderà la manifestazione – “la biodiversità vinicola italiana per qualche tempo è rimasta nell’ombra dei modelli più ‘global’, anche a causa delle sue produzioni più ridotte e sparute. In questi ultimi anni, invece, assistiamo ad un ribaltamento dell’interesse dei consumatori, sempre più orientati e curiosi verso i vini da vitigni ‘rari’. In questa direzione, nessuna altra manifestazione quanto Autochtona sa offrire all’appassionato uno spaccato tanto vario e puntuale”.

Ma questi vini da vitigni autoctoni non devono essere considerati vini di nicchia. Un caso emblematico è quello del Timorasso, autoctono piemontese che sarà presente alla manifestazione. Sui Colli Tortonesi, l’impegno profuso da produttori illuminati nel dare un vino irriproducibile ha avuto un effetto dirompente. “Cercate un vino all’avanguardia e alla moda? Accettate il mio consiglio e dirigetevi verso il Timorasso”, sono le parole della guru mondiale del vino Jancis Robinson, niente meno che sul Financial Times.

Non mancherà anche quest’anno il premio ‘Autochtona Award’: una giuria di wine journalist ed esperti di settore sia italiani che stranieri degusterà alla cieca i vini presenti alla manifestazione e premierà i migliori interpreti per ciascuna categoria, la punta di diamante del contest sarà il ‘Premio Speciale Terroir’.

Tutte le informazioni:

www.autochtona.it


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Sonia Biasin

Giornalista pubblicista, diploma di sommelier con didattica Ais e 2 livello WSET. Una grande passione per il territorio, il vino e le sue tradizioni.

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