Bio Dinamica o no?

Bio Dinamica o no?

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La BioDinamica e’ un metodo di coltivazione agricola studiato ed ideato da Rudolph Steiner negli anni intorno al 1920.

Steiner è un filosofo con molteplici interessi scientifici e culturali ed ha fondato la corrente filosofica dell’Antroposofia.

Propugnatore di un forte rinnovamento culturale ed intellettuale, predicava una filosofia di  libertà in tutti i campi spaziando dalla istruzione con il metodo Steineriano, passando attraverso la scienza e l’arte per approdare ad un ipotesi di risoluzione dei problemi ambientali e sociali derivati dalla trasformazione della agricoltura da rurale ad industriale.

Lo scopo preciso della BioDinamica si estrinseca nella cura della coltivazione della terra senza contaminarla con fattori chimici esterni e allo stesso tempo preservando attraverso una sana vita agricola l’uomo ottenendo con il metodo di coltivazione e produzione alimenti incontaminati e con altissimo valore di nutrizione.

Le aziende agricole  e le fattorie sono organizzate come un organismo vivente e pensante attraverso un equilibrio che porta solo benefici e salubrità.

La fertilità della terra si aumenta considerevolmente curando il suo fattore fondamentale: l’humus.

E’ molto importante capire la filosofia di questa scuola di pensiero dato che negli ultimi anni questo metodo di coltivazione ha trovato molti adepti e c’è molta ignoranza in materia.

Spesso le persone affermano che coltivare la terra come si è sempre fatto è già di per sé biologico e biodinamico, ma non è così, non si tiene conto appunto dell’evoluzione para-industriale ed industriale che comporta l’uso di additivi chimici che soprattutto negli anni dopo la seconda guerra mondiale ha preso piede nei campi e nelle vigne.

Negli ultimi anni si è cercato di frenare l’avvelenamento causato dai pesticidi ricorrendo a limitazioni forti degli additivi volti a ridurre al minimo malattie ed infestanti delle piante e degli alberi da frutta e da insetti dannosissimi come la mosca olearia con la lotta integrata ed eliminando, per quanto possibile nell’ambito delle legislazioni dei singoli stati, gli interventi con elementi nocivi che spesso portano a conseguenze molto serie per la vita delle persone partendo da lievi avvelenamenti per arrivare a malattie letali.

Prima le coltivazioni massive e super-intensive e successivamente la globalizzazione hanno portato alla ibridazione e al transgenico con lo scopo lucrativo di ottenere maggiori produzioni a scapito delle varietà autoctone, della qualità e del sapore degli alimenti.

Purtroppo il sistema economico e commerciale vigente non si cura della salute delle persone e immette sul mercato alimenti e prodotti che superano i limiti igienici e di pericolosità.

Organizzazioni ambientaliste ed equo solidali cercano di contrastare questo sistema sostenendo produzioni che rispettano l’ambiente e le comunità dei territori relativi.

Da molti anni la vite in Italia non viene più coltivata cercando di ottenere produzioni massicce per ettaro, e ciò ha portato ad un miglioramento della qualità dei vini ottenuti e alla conservazione delle varietà indigene ancora presenti.

In questo senso disciplinari e consorzi hanno svolto un prezioso lavoro. Si sono sviluppate scuole di pensiero volte al ritorno della coltivazione di campi e viti con metodi arcaici e tradizionali, tenendo le uve sulle piante e non filtrando i vini e cercando di non adattare i sentori e i sapori alle tendenze di mercato.

Il terreno in filosofia bio-dinamica viene coltivato con interventi delicati sul suolo usando il compost e preparati bio-dinamici assieme a compost e sovesci per incrementare la fertilità del terreno.

Gli alberi sono arricchiti con pasta per i tronchi, le piante e i suoli come gli animali sono allevati con una cura quasi affettuosa.

I pesticidi sono perciò assolutamente proibiti e anche le sostanze naturali impiegate nella agricoltura biologica non sono ammesse.

Tutto viene considerato con un approccio oggettivo e studiato nella complessità generale tenendo in assoluto conto la sostenibilità ambientale in relazione con la vita degli abitanti del pianeta comparando i fenomeni e le trasformazioni che sono avvenute e si succedono continuamente.

Una filosofia che tende a rispettare in maniera quasi estrema la vita di tutti i mondi del pianeta da quello vegetale a quello umano ed animale che per il momento non è ancora ben capito nemmeno da una parte consistente degli addetti ai lavori.
Umberto Faedi

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Umberto Faedi

Vicedirettore

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