Punti di Vista

Basta con i segreti, vogliamo lumi sull’accordo TTIP

Alzi la mano chi sapeva era stata prevista una Sala di Lettura, “reading room”, presso il Parlamento (e idem presso il Parlamento europeo e i Parlamentari nazionali), a partire dal 30 maggio.

Se non ci documentassimo sui siti dello STOP TTIP, resteremmo tutti degli allocchi, tanto la voce del Governo è muta sulla questione, forse più concentrata ad evocare i gufi.

Insomma in un’apposita “sala di lettura” i parlamentari e i funzionari governativi potranno prendere visione dei documenti riservati relativi all’Accordo di partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (Transatlantic Trade and Investment Partnership-TTIP).
TTIP_reading_roomAh, finalmente i nostri analizzeranno le carte, rimaste per lo più segrete, capiranno cosa c’è sotto e poi ce lo diranno, così finalmente i cittadini sapranno qualcosa, ci viene da dire. Macché è una beffa!
Sgranate gli occhi: secondo il regolamento delle modalità di accesso, *solo 4 parlamentari alla volta potranno entrare nella stanza scortati dai carabinieri* ed esaminare i testi sotto il controllo di un responsabile di sala. Niente smartphone, tablet, fotocamere o personal computer, solo un dizionario di inglese, una penna e un foglio per gli appunti, ma guai a riportare sulla carta il ‘contenuto esatto’ dei documenti. Il tempo a disposizione è un’ora a persona, vi immaginate chi dei nostri capirà qualcosa? In ogni caso, è fatto divieto di divulgare qualsiasi informazione a terzi.

Invece, noi vogliamo sapere la verità!
È inutile che Renzi, nel suo comizio pro referendum davanti ai delegati Coldiretti, sventoli il foglietto con cui chiede alla UE di scrivere sull’etichetta l’origine di tutta la filiera del latte per i prodotti caseari, con l’audacia dell’esortazione “o mi date una mano voi o io non ce la faccio”.
Si accontenta la Coldiretti della certificazione del latte? Non è forse preoccupata, come noi e più di noi, sui prodotti che arriveranno dagli Usa e dagli Stati con cui ha già firmato gli accordi “trans-pacifici” (i TPP)?

Non ci stanchiamo di ripeterlo, il pericolo più grosso sta nella regolamentazione USA dei prodotti alimentari che impedisce i controlli a monte e, per una norma contenuta nel trattato, uno Stato che abbia una legislazione rigida su controlli e ispezioni, può essere chiamato in giudizio, davanti ad un arbitrato a sessione unica, senza appello.

Ma se il Governo non vuole che i cittadini italiani pensino troppo male di questi negoziati e di queste sedute carbonare, ci faccia sapere, forte e chiaro, cosa sta succedendo!
Questa è democrazia! Governo del popolo e non di uno solo, che si chiama in altro modo.

Maura Sacher


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