Armagnac per intenditori

Armagnac per intenditori

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Merita approfondimento la notizia che il Grand Armagnac Janneau amplia la gamma dei suoi prestigiosi blend e rinnova il packaging in una versione più moderna, anche se di poco al di fuori degli schemi “classici” decretati dal Disciplinare, ossia la bottiglia scura schiacciata, dette «basquaise» da 75 cl.

L’Armagnac è considerato il distillato d’uva più antico della Francia e anche d’Europa.
Gli intenditori non confonderebbero mai Armagnac con Cognac, il primo non è una variante del secondo, hanno entrambi una origine e soprattutto una morfologia territoriale ben distinte.
La zona di produzione del Cognac, situata nella regione in prossimità della costa atlantica, è di natura calcarea, quella dell’Armagnac, situata in Guascogna, Francia sud-occidentale, cognac-armagnac-mapè caratterizzata da terreno sabbioso o argilloso. I terroir sono notevolmente diversi e diversi sono gli aromi che sprigionano con l’invecchiamento. In comune hanno solo un vitigno: l’Ugni Blanc.
Differente è anche il metodo di distillazione.

Le prime tracce dell’Armagnac, dal nome dell’antica Contea, risalgono al Medioevo, ma il primo documento che ne attesta l’esistenza è dei primi anni del 14° secolo, si tratta di un elenco di ben quaranta sue proprietà terapeutiche, redatto da un frate francescano. L’«aygue ardente», come veniva chiamato, era soprattutto impiegato come disinfettante o per massaggi tonificanti, insomma per uso esterno, ma un po’ alla volta si provò a berlo e vennero scoperti gli effetti, tanto che i medici lo consigliavano nei casi di depressione e di spossatezza.

Per molto tempo esso ebbe minore fortuna rispetto al Cognac, nato intorno alla metà del 1500, in parte dovuta alle condizioni morfologiche del territorio che di fatto isolava la regione e penalizzava la diffusione e in parte anche al carattere dei Guasconi, che preferivano tenere quasi segreto questo loro bene prezioso. Con il 1700 gli Olandesi iniziarono rapporti commerciali con questa regione. L’Armagnac cominciò a rafforzare la sua reputazione solo nel 20° secolo, quando furono fissati gli standard di qualità e i protocolli di produzione, riconoscendo tre zone madri.

Ebbene, Janneau, la più antica delle grandi Case di Armagnac, fondata da Pierre Etienne Janneau nel 1851, a Condom, marchio oggi leader di mercato in Italia e diffuso in sessanta Paesi, produce distillati Janneau Sottenuti da uve Baco, Ugni Blanc e Folle Blanche, tutte coltivate nelle regioni del Bas Armagnac e della Ténarèze, zone di prima qualità.

La distillazione può utilizzare sia alambicchi a distillazione continua sia a distillazione discontinua. La Maison Janneau utilizza i due metodi, ma dal 1972 predilige la distillazione discontinua, metodo originario e indubbiamente più costoso e complesso.janneau_distillery_0613_600

L’Armagnac è invecchiato in botti di rovere locale, da cui ricava note di vaniglia, caramello, sciroppo d’acero e persino una nota esotica di latte di cocco.
Le nuove referenze della Maison Janneau sono il V.S.O.P., da quattro a nove anni di invecchiamento, il Napoleon da sei a nove anni di invecchiamento, per le quali sono utilizzate sia la singola sia la doppia distillazione, mentre per l’XO Royal e l’XO Extraordinaire 18 anni, possono arrivare il primo fino a 30 anni e il secondo dai 18 ai 35 anni di invecchiamento, sono usate entrambe le distillazioni. L’XO Royal è uno degli Armagnac più premiati ai concorsi internazionali.
Gli esperti consigliano di servire queste acquaviti nel classico Balon ad una temperatura di 17-19°C.

Attualmente l’Armagnac Janneau in Italia è distribuito dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna.

Maura Sacher

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